Le migliori fotocamere per bambini

Sia che si tratti di divertimento istantaneo o di apprendimento a lungo termine, avrete bisogno di una  fotocamera resistente, pratica ed economica.

Dunque quali le migliori fotocamere per bambini? Beh, dipende sicuramente dalla loro età, l’utilizzo della fotocamera, e sicuramente del budget a vostra disposizione. Alla fine si riduce tutto a quattro cose fondamentali: divertimento, facilità d’uso, prezzo e robustezza/durata nel tempo.

Primo, il prezzo. Potete spendere veramente poco per una compatta da principiante per un bambino, la linea IXUS di Canon e Coolpix di Nikon offrono polte, molte opzioni. Le Sony Cybershot sono anch’esse sottili, leggere e perfette per le mani piccole dei bambini.

Naturalmente, per i bambini più piccoli, la cosa importante è il fattore divertimento. Piuttosto che la scheda tecnica, e la linea enorme di fotocamere istantanee Fujifilm è perfetta per questo scopo. Queste fotocamere daranno la soddisfazione immediata ed infinite possibilità creative ai vostri piccoli fotografi. Tenete però presente il costo dal momento che le pellicole di ricambio verranno esaurite in fretta.

Fujifilm è la massima esperta in fatto di fotocamere istantanee: le nuove Fujifilm Instax SQUARE SQ10 è ottima e facile da usare. Potrete prendere anche la Instax Square SQ6.

Per un utilizzo più a lungo termine – ed una fotocamera che i vostri bambini possano portare in vacanza con loro. Sono facili da usare, resistenti all’acqua e spesso agli urti e continueranno a funzionare anche una volta trascinate in mare o fatte cadere sul pavimento.

Per i ragazzini più grandi tuttavia, e quelli seriamente intenzionati ad intraprendere l’hobby della fotografia, il valore di una reflex è difficile da eguagliare. E ne abbiamo selezionata qualcuna anche qui.

Ecco quindi le nostre scelte tra una varietà di categorie. Incluse alcune che potremmo non aver incluso nelle nostre altre classifiche ma ideali per i nostri ragazzi.

1. Fujifilm Instax Square SQ10

Fotografia istantanea per animare le feste, con qualche caratteristica extra che ci aspetteremmo da una digitale

Tipologia: Istantanea | Sensore: 1/4in | Megapixels: 3.7MP | Obiettivo: Fisso 28mm f/2.4 | LCD: 3in, 460,000 dots | Viewfinder: Ottico | Flash: Integrato | Consigliata per: Bambini e adulti

A parte il nuovo formato quadrato, la feature che ci colpisce di più di questa Fujifilm Instax Square SQ10 è la possibilità di rivedere ed editare i propri scatti tramite un piccolo schermo LCD sul retro della fotocamera. In precedenza, gli utilizzatori di Instax avrebbero dovuto puntare, scattare e sperare che tutto risultasse inquadrato ed esposto correttamente. Adesso, i vostri ragazzi potranno immagazzinare fino a 50 immagine nella memoria interna della fotocamera, o aggiungere una microSD per espanderne ulteriormente la memoria. Sarete quindi in grado di sistemare le immagini direttamente nella fotocamera e scegliere di stampare solo quelle ben riuscite, il che vi farà risparmiare un bel po’ di pellicole. Se siete semplicemente alla ricerca di una fotocamera che scatti foto istantanee però, Fujifilm offre opzioni più economiche come le classiche Instax Wide, Mini e Mini 90 Neo Classic.

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2. Canon IXUS 185

Ultra-economica compatta slim con zoom 8x e sensore da 20 MP

Tipologia: Compatta | Sensore: 1/2.3in | Megapixels: 20MP | Obiettivo: 28-224mm f/2.43.2-6.9 | LCD: 2.7in, 230,000 dots | Video: 1280×720 | Consigliata per: Principianti

Se state cercando una fotocamera per principianti per i vostri bambini che non costi una fortuna, la linea IXUS di Canon è un ottimo posto dove cominciare a cercare. La IXUS 185 è un modello per principianti che arriva a 20MP grazie al suo sensore da 1/2.3polici. Ma lo zoom ottico 8x dovrebbe essere sufficiente per i giovani fotografi che vogliono scattare una varietà di soggetti. La sensibilità è limitata a ISO 100-ISO 1600 (massimo ISO 800 in modalità Auto), ma a questo prezzo,  è difficile trovare difetti a questa fotocamera che si rivelerà più che sufficiente come prima “fotocamera seria” per tanti giovani shooters. Per i più ambiziosi, il menu opzioni offre una varietà di filtri digitali con cui divertirsi a sperimentare. E mentre non è presente il video full HD, 720p è perfettamente ragionevole a questo prezzo. 

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3. Sony Cyber-shot WX220

Un buon prezzo per una compatta con zoom 10x

Tipologia: Compatta | Sensore: 1/2.3in | Megapixels: 18.2 | Obiettivo: 25-250mm f/3.3-5.9 | LCD: 2.7in, 460k dots | Risoluzione video: 1920×1080 | Consigliata per: Bambini e adulti

Se la Canon IXUS 185 non vi soddisfa nel dipartimento delle specifiche tecniche, la Sony Cybershot WX220 forse farà più al caso vostro, anche se al doppio del prezzo. Il vantaggio principale che la fotocamera Sony offre rispetto alla Canon è lo zoom migliorato (ottico 10x), con un range focale di 25-250mm e Wifi integrato. La qualità delle foto è sicuramente impressionante, con ottimi dettagli e range dinamico, e ai più giovani piacerà il video a 1080p. E’ una fotocamera senza fronzoli, ma esteticamente bella, piccola e leggera ottima per i piccoli fotografi.

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4. Nikon Coolpix W300

Un’ottima scelta per i ragazzi più grandi che si vogliono godere qualche avventura subacquea

Tipologia: Compatta | Sensore: 1/2.3in | Megapixels: 16MP | Obiettivo: 24-120mm f/2.8-4.9 | LCD: 3in, 921,000 dots | Risoluzione video: 4K | Consigliata per: Bambini e adulti

Una fotocamera “rinforzata” è una scelta ovvia quando si parla dei membri più sbadati della famiglia, ma la Nikon Coolpix W300 è dotata di tante altre features. Con il video 4K, il GPS integrato, wifi integrato e pefino un altimetro e profondimetro incorporati, i vostri ragazzi si trasformeranno in piccoli James Bond. Impressionante anche lo schemo OLED a 921,000 punti, più il fatto che la fotocamera può funzionare fino a 30m di profondità, che la rende più che adeguata per un utilizzo al mare o in piscina. Un range di zoom piuttosto largo grazie ad un obiettivo interno che parte da 24mm e arriva fino a 120mm la rende adatta a tutte le situazioni, che si potrebbe rivelare perfetta per tutta la famiglia e non solo i bambini.

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5. Olympus Tough TG-5

Fotocamera rinforzata per le attività delle famiglie più vivaci

Tipologia: Compact | Sensore: 1/2.3in | Megapixels: 12MP | Lens: 25-100mm f/2.0-4.9 | LCD: 3in, 460,000 dots | Risoluzione video: 4K | Consigliata per: Bambini e adulti

Nella sua colorazione rosso acceso, la TG-5 brilla anche quando è semplicemente appoggiata sul vostro asciugamano, ed il suo look high.tech sicuramente colpirà i più piccoli. Non dovrete nemmeno preoccuparvi che si rompa, la qualità costruttiva è abbastanza da levarci la preoccupazione. La camera è piuttosto “grossa”, ma comunque in qualche modo ergonomica, che insieme all’ottimo posizionamento dei controlli, ne rendono semplice l’utilizzo in una varietà di situazioni e condizioni metereologiche. Questo piccolo pezzo di tecnologia può essere fatto cadere da un’altezza di due metri circa e continuare a funzionare perfettamente, e la ciliegina sulla torta è la possibilità di girare video 4K a 30fps.

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6. Fujifilm FinePix XP120

Fotocamera robusta adatta alla spiaggia come alla cameretta

Tipologia: Compact | Sensore: 1/2.3in | Megapixels: 16.4MP | Obiettivo: 28-140mm f/3.9-4.9 | LCD: 3in, 920,000 dots | Risoluzione Video: 1920×1080 | Consigliata per: Bambini e adulti

Forse non avrà tutte le specifiche offerte dalle sue rivali, ma ai membri più giovani della famiglia probabilmente interesserà poco, finchè è semplice da usare (e lo è) e fa il suo lavoro (lo fa). Sono inclusi una varietà di filtri divertenti da usare e la connettività wifi per il trasferimento delle immagini. Non avrete alcune delle features incluse nei modelli concorrenti, come il GPS ad esempio, ma questa fotocamera Fujifilm è probabilmente quella con il prezzo migliore. 

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7. Ricoh WG-50

Dal design di un Transformer, la WG-50 sicuramente non dispiace ai ragazzini

Tipologia: Compact | Sensore: 1/2.3in | Megapixels: 16MP | Obiettivo: 28-140mm f/3.5-4.2 | LCD: 2.7in, 230,000 dots | Risoluzione video: 1920×1080 | Consigliata per: Bambini e adulti

Siamo viziati quando si tratta di possibilità di scelta per le fotocamere “rinforzate” adatte ad essere maneggiate da bambini senza la preoccupazione che vengano distrutte. I 16MP della Ricoh WG-50 hanno un desisgn distintamente sportivo e angolare, è resistente all’acqua fino ad una profondità di 14m, ed è resistente agli urti con una caduta da un’altezza di 1.6m. E non solo, ma è stata testata per sopportare lo schiacciamento fino a 100kg di peso. Aggiungete la protezione dalla polvere e la possibilità di scattare a temperature fino a -10°C, unite ad un obiettivo con zoom ottico 5x, e tutte le esigenze di base possono considerarsi soddisfatte, anche se il video è cappato a Full HD invece di 4K. La cosa che ci ha colpito di più tuttavia, è stata la presenza dei sei LED attorno all’obiettivo per illuminare i soggetti vicini, sia su terra che nelle profondità di una grotta.

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8. Canon EOS 200D

Ottima come introduzione alla “vera” fotografia per ragazzini più grandi e studenti

Tipologia: DSLR | Sensore: APS-C | Megapixels: 24.2MP | Obiettivo: via Canon EF mount | LCD: 3in touchscreen, vari-angle 1.04m dots | Viewfinder: Ottico | Velocità massima: 5fps | Risoluzione video: 1920×1080 | Consigliata per: Adolescenti e adulti

Ok, all’inizio non pensavate di regalare una reflex ai vostri bambini, ma questa opzione di Canon sicuramente soddisfa tre caratteristice essendo piccola, leggera e facile da usare per bambini in età scolastica e studenti. Comprende inoltre alcune caratteristiche “da grandi” come i 24.2MP di sensore e lo schermo LCD orientabile da 3pollici. Canon ha fatto con questa fotocamera un tentativo per tentare i “fotografi da smartphone” ad effettuare un upgrade verso una vera fotocamera. Le sue proporzioni la rendono perfetta per le mani più piccole ed i menu sono semplici e chiari. La qualità delle foto è anch’essa ottima, con bilanciamento del bianco accurato e colori belli saturi. Non è la reflex Canon più economica ma è la nostra preferita per dimensioni, features e utilità a lungo termine.

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9. Nikon D5600

La fotocamera junior D5600 è l’ideale per fotografi adolescenti più avanzati

Tipologia: DSLR | Sensore: APS-C | Megapixels: 24.2MP | Obiettivo: Via Nikon F mount | LCD: 3.2in touchscreen, vari-angle 1.037m dots | Viewfinder: Ottico | Velocità massima: 5fps | Risoluzione: 1920×1080 | Consigliata per: Adolescenti e adulti

Come la Canon EOS 200D, questa reflex Nikon per principianti offre una risoluzione relativamente alta a 24.2MP grazie al suo sensore APS-C, insieme ad un LCD touch leggermente più grande di 3.2pollici anch’esso orientabile. Come prima reflex venendo da uno smartphone si potrà rimanere indifferenti alla possibilità di girare video Full HD ma non 4K, ma il sensore più grande va a compensare per quanto riguarda la qualità video. L’obiettivo incluso 18-55mm è utile e compatto con soli 420g di peso è anche piuttosto leggero, mentre il corpo macchina spogliato di tutte le funzionalità extra è un singolo pezzo di policarbonato estremamente resistente. L’utilizzo è semplice quanto puntare e scattare, con il sistema di Autofocus Nikon a 39 punti estremamente veloce e accurato nella risposta. Farà venire voglia ai ragazzini di fare l’upgrade dal loro smartphone? Probabilmente si quando vedranno quello che si può fare con una reflex che con un telefono è impossibile.

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10. Polaroid OneStep 2

Una fotocamera adatta a bambini e bambinoni, con un fascino retrò.

Tipologia: Fotocamera instantanea | Obiettivo: 106mm | Viewfinder: Ottico | Focus modes: Macro, Normal and Landscape | Flash: Integrato | Self timer: Si | Consigliata per: Bambini e adulti

La maggior parte degli adulti ricordano la gloria del brand Polaroid nella loro infanzia. Quindi per questi ex bambini, che adesso sono dei bambini cresciuti, la OneStep 2 dovrebbe essere un acquisto facile. Con il noto brand ora di proprietà di un gruppo di appassionati che è entrata sul mercato producendo le pellicole ormai ritirate dal mercato (anche conosciuta come Impossible Project), la OneStep 2 abbraccia un design retrò ispirato alla OneStep originale degli anni 70, ed è altrettanto facile da usare. Produce immagini di formato grande, quadrato (pellicola Polaroid I-Type), ciò significa che pagherete leggermente di più per ogni stampa rispetto alle rivali Instax, ma se volete pagare per quel lusso, allora adorerete la OneStep2.

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11. VTech KidiZoom Duo

Aka “la mia prima fotocamera digitale”, la KidiZoom Duo è pensata per i bimbi più piccoli

Tipologia: Compatta | Sensore: 1/2.3in | Megapixels: 0.3MP | Obiettivo: Non specificato | LCD: 1.8in | Risoluzione video: 160×120 pixels | Consigliata per: Dai 3 anni in su

VTech produce una gamma di fotocamere dai colori brillanti, i bottoni grandi, tecnologia entry-level e gadget per bambini, e questa è la loro offerta per quanto riguarda il digitale. La qualità costruttiva è ottima, col suo design oversized e ricoperta di gomma è in grado di assorbire gli urti piuttosto bene. Mentre la fotocamera e i relativi controlli potrebbero risultare eccessivamente grandi per l’utilizzo a cui sarebbe destinata, le specifiche tecniche sicuramente sono di scarsissimo interesse per un fotografo appassionato, con foto qualità VGA 640×480 e video 160×120. Sul retro troviamo lo schermo da 1.8pollici per comporre e rivedere gli scatti in seguito, e potrete perfino giocare a uno dei 5 giochi inclusi nel software della fotocamera.

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12. Fujifilm Instax Mini 70

Un modo divertente ed economico per godersi un po’ di fotografia analogica istantanea

Tioplogia: Istantanea | Obiettivo: 60mm f/12.7 | Viewfinder: Ottico | Focus modes: Macro, Normal and Landscape | Flash: Integrato | Self timer: Si | Consigliata per: Adulti e bambini

Un’altro dei nostri prodotti preferiti, ed un modo economico per prendere familiarità con la fotografia istantanea analogica attraverso questa fotocamera esclusivamente analogica, che è leggermente più avanzata della Fujifilm Instax Mini 9, ma non altrettanto sofisticata come la Instax Square SQ10 di cui abbiamo parlato sopra. Dovrete inoltre controllare che i vostri bimbi non vadano con la mano ad oscurare il piccolo flash quando orientano la fotocamera verticalmente, a parte questo è ottima per i bambini in quanto totalmente automatica, compresa la messa a fuoco, l’esposizione ed il flash. C’è anche un piccolo specchio sul davanti per aiutare a scattare selfie centrando correttamente il volto. Per bambini, feste e tanto altro, questa fotocamera si rivela sempre vincente, a patto che i bimbi non si diano alla pazza gioia nel consumare pacchi e pacchi di pellicola.

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Sony a6600 – Recensione : Autofocus Incredibile, Ergonomia Accettabile

La Sony a6600 è la fotocamera mirrorless APS-C top di gamma dell’azienda, con 24 MP di risoluzione e acquisizione video 4K. A prima vista assomiglia molto agli altri modelli della serie a6000 di Sony, ma questo ha la batteria più grande e la migliore qualità di costruzione del gruppo, anche se le immagini che produce sono ampiamente comparabili alle opzioni meno costose.

L’a6600 si differenzia ulteriormente offrendo la stabilizzazione delle immagini nel corpo, che è ancora una rarità tra le fotocamere APS-C. Questo dovrebbe aiutare con le riprese di foto in condizioni di scarsa illuminazione, per essere sicuri, ma si combina anche con un eccellente tracciamento della messa a fuoco automatica per renderlo il miglior sparatutto con sensore di crop che Sony attualmente vende.

Nonostante i suoi perfezionamenti, riteniamo ancora che la a6600 potrebbe beneficiare di alcuni aggiornamenti ergonomici per rendere più facile il controllo della fotocamera.

Caratteristiche principali:

  • Sensore CMOS APS-C da 24 MP
  • Autofocus avanzato e capace di tracciamento del soggetto
  • Stabilizzazione dell’immagine nel corpo
  • Mirino elettronico OLED da 2,36 M punti
  • Touchscreen inclinabile da 0,9 M punti
  • Wi-Fi per il trasferimento di immagini e NFC
  • Acquisizione video 4K con profili di registro
  • Ricarica USB
  • Durata della batteria da 810 colpi (secondo CIPA)

La Sony a6600 sarà disponibile il 29 novembre 2019, clicca qui per scoprire il prezzo su Amazon.

Novità, come si confronta

La Sony a6600 è il seguito della a6500 e la aggiorna con alcuni dei miglioramenti osservati nei modelli di fascia bassa dell’azienda. Ma come abbiamo scritto in merito a questa serie di telecamere in precedenza, pensiamo ancora che ci siano altri aggiornamenti che Sony dovrebbe prendere in considerazione.

Aspetti chiave:

  • Implementazione del rilevamento autofocus leader del settore in termini di prestazioni e usabilità
  • La grande batteria offre la migliore durata della batteria di qualsiasi fotocamera mirrorless
  • La stabilizzazione dell’immagine a 5 assi all’interno del corpo renderà più fluidi i filmati video, inclusa la correzione del rollio per mantenere gli orizzonti diritti
  • La gestione è molto simile ad altre fotocamere a6x00, ma a6600 perde il flash pop-up

Autofocus

Come per i modelli a6400 e a6100 precedenti, a6600 offre l’ultima implementazione della messa a fuoco automatica di Sony, soprannominata “Real-time Tracking AF” nei materiali di marketing (si chiama semplicemente “tracking” nell’interfaccia della fotocamera).

Fondamentalmente, la a6600 è esperta nel rintracciare soggetti non umani, nonché volti umani, occhi e persino alcuni animali con quel tipo di tenacia che sarebbe stata la materia dei sogni irrealizzabili non molto tempo fa. Stranamente, questo tracciamento non è abilitato per impostazione predefinita, ma non è terribilmente complesso da configurare:

Come attivare il “Monitoraggio AF in tempo reale”

1) Premi il pulsante ‘Fn’ e cambia la ‘Modalità messa a fuoco’ da ‘AF-A’ a ‘AF-C’ (il tracking AF non è disponibile in modalità AF-A e AF-C è abbastanza affidabile da poter uscire la fotocamera in quella modalità per tutto il tempo).

2) Nel menu ‘Fn’, modifica l’impostazione ‘Focus Area’ in una delle modalità di tracciamento. Per fare ciò, scorrere fino alla fine dell’elenco e quindi premere sinistra e destra per selezionare il tipo di area di messa a fuoco che la fotocamera utilizzerà per identificare cosa tracciare. Consigliamo una delle seguenti:

  • Tracciamento Spot flessibile M – Se si desidera scegliere cosa tracciare, toccando lo schermo o puntando la fotocamera verso il soggetto (in modo che il punto AF sia inizialmente sul soggetto)
  • Tracciamento ampio: se si desidera che la videocamera scelga cosa tracciare. Dà la priorità alla persona più vicina o, se non ci sono persone, traccerà qualcosa di centrale nella tua scena e nelle vicinanze.

Stabilizzazione dell’immagine nel corpo macchina

Pur non parlando in senso stretto di una nuova aggiunta alla serie a6000, la a6600 eredita lo stesso sistema di stabilizzazione nel corpo del precedente a6500 (entrambi sono classificati CIPA a 5 stop di riduzione del tremolio con l’obiettivo Sony 55mm F1.8 ZA). Questo lo rende qualcosa di straordinario nello spazio APS-C e dovrebbe aiutare in particolare coloro che vogliono tenere a mano velocità dell’otturatore più basse per le foto o quelli che girano video portatili.

Corpo, maneggevolezza e controlli

Il design della a6600 è la partenza più radicale per l’allineamento che abbiamo visto finora, in quanto ha una presa riprogettata e un pulsante di funzione extra al posto del pulsante flash della a6500, poiché la a6600 ha perso il modello precedente in flash. E questo è tutto.

Tuttavia, quella presa riprogettata nasconde la batteria NP-FZ100 di Sony che utilizza l’ultima serie a7 di fotocamere full-frame. E sebbene sia solo una batteria, ne siamo rimasti davvero colpiti al suo rilascio perché era la prima volta che ci sentivamo finalmente liberati dall’equivalente fotografico dell ‘”ansia da autonomia” sulle fotocamere mirrorless. Grazie a questa batteria, la a6600 è classificata CIPA per oltre 800 scatti per carica, il che è molto. Questo è fondamentalmente il territorio della DSLR e alla a6600 dovrebbe ancora essere rimasta molta carica anche dopo diversi giorni di intenso utilizzo.

L’impugnatura che circonda la batteria è più profonda rispetto ai precedenti modelli a6x00. Ciò sarà particolarmente utile per maneggiare obiettivi più grandi, ma lo spazio tra l’impugnatura e tali obiettivi potrebbe essere ancora un po ‘angusto per le persone con dita più grandi.

Come accennato in precedenza, la a6600 è dotata di un pulsante personalizzato aggiuntivo, soprannominato C3, che si trova tra i menu e l’interruttore a bilanciere autofocus. È in un posto comodo e lo troviamo molto più facile da raggiungere rispetto ai pulsanti C1 e C2 esistenti nella parte superiore della fotocamera.

Il resto dei controlli è invariato, il che significa che si ottengono quadranti gemelli, ma entrambi devono essere azionati con il pollice. Preferiremmo che il quadrante superiore offrisse un po ‘più di “clickiness” e il quadrante jog posteriore fosse più pronunciato e meno complicato (Sony ha affrontato questo problema con le sue recenti fotocamere serie a7). Il pulsante di registrazione del filmato rimane in un posto scomodo e tutti i pulsanti rimangono abbastanza a filo, quindi può essere difficile farli funzionare con i guanti.

Parlando di guanti, la a6600 offre impermeabilità, che non è mai una brutta cosa. E, ultimo ma non meno importante, l’a6600 viene fornito con entrambe le porte per cuffie e microfono – una serie a6x00 prima – per aiutarti con la registrazione e il monitoraggio audio durante le riprese video.

Menu e Interfaccia

Come abbiamo visto con quasi tutte le recenti fotocamere Sony, pensiamo che i menu potrebbero usare un po ‘di lavoro. L’a6600 viene fornito con l’ultima implementazione (così come il precedente a6500) con schede con codice colore, ma siamo ancora confusi sul perché, ad esempio, qualcosa come “Func. di Touch Operation ‘- che controlla essenzialmente il funzionamento della messa a fuoco tramite il touchscreen – si trova in un menu Custom Operation2 e non in una delle sezioni AF.

Anche se provieni da un’altra fotocamera Sony con un sistema di menu dall’aspetto molto simile, tieni presente che le opzioni di menu sono probabilmente mescolate abbastanza da poter memorizzare nuovamente dove sono le cose. Ciò è aggravato dalla mancanza di segnali di navigazione per sottosezioni specifiche; in ogni caso, alla fine imparerai dove le cose hanno abbastanza tempo con la fotocamera. Consigliamo vivamente anche di sfruttare il “Mio menu” personalizzabile per le opzioni di menu più utilizzate.

Wi-Fi e connettività

L’a6600 può trasferire immagini e video clip tramite una connessione Wi-Fi a dispositivi iOS e Android utilizzando la loro app Imaging Edge Mobile. L’a6600 continua a venire con NFC (comunicazione near-field), che molti dei suoi concorrenti hanno abbandonato, ma consente un rapido accoppiamento con dispositivi compatibili semplicemente toccandoli insieme.

Ma NFC è probabilmente più necessario su questa fotocamera perché, anche se supporta una connessione Bluetooth al telefono per immagini con tag di localizzazione, una connessione Bluetooth costante non può aiutare ad avviare quella connessione Wi-Fi come la maggior parte degli altri concorrenti. Quindi, se non disponi di un dispositivo compatibile con NFC, il processo diventa un po ‘pesante e devi far funzionare sia la fotocamera che l’app.

Confronto

La maggior parte dei produttori di fotocamere offre offerte di sensori di colture di fascia alta intorno a un prezzo simile alla a6600, quindi ne abbiamo dato un’occhiata ad alcune qui.

La gamma di Sony è in qualche modo più complicata dalle somiglianze fisiche tra i suoi modelli.

Con lo stesso sensore e processore degli attuali a6400 e a6100, non dovrebbe sorprendere il fatto che a6600 produca una qualità d’immagine identica a quella di altri modelli – vale a dire, è dannatamente buono.

Punti chiave:

  • La a6600 produrrà immagini identiche alle telecamere a6400 e a6100 esistenti
  • L’output a colori predefinito di Sony sembra eccezionale, si è evoluto sin dalle prime fotocamere a6x00
  • L’otturatore elettronico silenzioso supera ancora a 1/4000 di secondo e può produrre artefatti

RAW

In tutta la scena, possiamo vedere che la a6600 si comporta in modo quasi identico alla a6400 in termini di acquisizione dei dettagli. X-T3 di Fujifilm cattura un livello di dettaglio simile (26MP contro 24MP è una differenza piuttosto banale), ma il suo design X-Trans riduce il falso colore ad alte frequenze molto più degli altri concorrenti qui. Come ci aspetteremmo, EOS M6 Mark II sfoggia più dettagli rispetto al resto in tutti questi confronti.

L’a6600 funziona molto bene con valori ISO più elevati e sebbene l’X-T3 abbia un rumore cromatico leggermente inferiore, mostra anche alcuni segni di riduzione del rumore sui suoi file Raw. Se normalizzato con la stessa risoluzione, l’M6 II si confronta abbastanza favorevolmente anche con le altre opzioni qui. Ai massimi valori ISO, i Sony iniziano a fare progressi rispetto ai loro pari, ma non è una differenza così grande che prenderemmo una decisione di acquisto basata su di esso.

JPEG

Passando a JPEG, possiamo vedere che non c’è un’enorme differenza tra queste fotocamere dal punto di vista cromatico. Preferiamo qui i gialli e i verdi più caldi e più profondi dell’X-T3, mentre la saturazione relativamente forte di Canon sarà una questione di preferenza. I rossi Canon sono i preferiti perenni, e mentre la a6600 rende anche un rosso gradevole – più del Fujifilm – ha una leggera sfumatura arancione che l’ammiraglia a7R IV dell’azienda non ha. Confronta l’a6600 con i precedenti modelli a6x00 e vedrai una serie di miglioramenti: i gialli in particolare sono diventati più caldi e meno verdi e i verdi sono diventati meno blu. Tuttavia, il blues mostra ancora un leggero spostamento del magenta.

La nitidezza JPEG è giudicata molto bene, come ci si aspetta da Sony. In confronto, la nitidezza del raggio maggiore di Canon estrae meno dettagli, ma ha meno artefatti nel testo rispetto alle altre opzioni qui. L’a6600 offre prestazioni davvero impressionanti in termini di conservazione dei dettagli praticamente ovunque; e la banconota è il punto in cui noterai la maggiore nitidezza del raggio di Canon, che lo rende un po ‘disservizio, con dettagli meno fini a livello di pixel rispetto ai concorrenti a bassa risoluzione. Le telecamere Sony continuano a guidare la concorrenza in termini di conservazione dei dettagli con l’aumento dei valori ISO.

Modalità otturatore

L’a6600 ha opzioni sia per un otturatore elettronico a tendina anteriore (EFCS) sia per un otturatore silenzioso, completamente elettronico. Entrambe queste opzioni, oltre al normale otturatore meccanico, vengono con i loro pro e contro.

L’unico motivo per cui utilizzeremmo l’otturatore normale e completamente meccanico è se stai usando un’apertura molto ampia e scatti con molta luce, e quindi richiediamo velocità dell’otturatore elevate (superiori a 1 / 2000s). Se rimani in modalità EFCS, scoprirai che i momenti salienti sfocati vengono troncati, il che può portare a uno sfondo più occupato e distratto che può persino apparire come se fosse stato girato con un numero F più piccolo. Il motivo per utilizzare EFCS e perché è abilitato per impostazione predefinita è evitare scosse dell’otturatore a velocità dell’otturatore più basse e ridurre al minimo il ritardo dell’otturatore.

Sfortunatamente, a differenza di alcuni concorrenti, la a6600 non prevede la commutazione automatica tra EFCS e l’otturatore meccanico a una determinata soglia di velocità dell’otturatore, quindi devi solo ricordare di passare da uno all’altro.

L’otturatore completamente elettronico è una buona opzione da avere per coloro che vogliono essere il più discreti possibile, ma sappi che il sensore nell’a6600, sebbene capace di una grande qualità dell’immagine, non è il più veloce da leggere. Ciò significa che potresti trovare l’E-shutter che provoca la formazione di bande di luce artificiale e se hai un soggetto in rapido movimento o stai effettuando una panoramica, è probabile che tu veda artefatti dell’otturatore. Alcuni concorrenti della a6600 utilizzano sensori più veloci e moderni che non soffrono di questi problemi in modo grave.

Autofocus e performance

La a6600 ottiene la più recente tecnologia di tracciamento autofocus di Sony, che è stata vista per la prima volta nei modelli a6400 e a6100. Ciò rende la a6600 una fotocamera estremamente capace per riprese rapide, ma altri aspetti della fotocamera possono rendere frustranti la fotografia sportiva e d’azione.

Punti chiave:

  • Implementazione dell’autofocus leader del settore
  • Eccellente tracciamento di soggetti sia umani che non umani
  • Velocità di scoppio molto elevate, tempi di scrittura delle carte sul lato lento
  • Il ritardo e il ritardo dell’interfaccia quando si passa dall’EVF allo schermo possono essere frustranti in scenari ad azione molto rapida

AF performance

Poiché il sistema di messa a fuoco automatica della a6600 è ora condiviso con la maggior parte delle fotocamere con obiettivi intercambiabili nella gamma Sony, lo abbiamo già ampiamente trattato. Puoi leggere di più qui sui dettagli nitidi del sistema e su come lo avremmo impostato, anche se c’è anche una versione più breve di quella precedente in questa recensione.

Vale anche la pena ricordare che, a differenza di molte altre fotocamere di fascia alta, la a6600 non ha disposizioni per adattare il sistema AF a soggetti specifici. Questo è utile per fotografare, diciamo, gli sport di squadra, dove potresti voler dare la priorità al fatto che una fotocamera reagisca rapidamente a un nuovo soggetto che passa davanti al soggetto attuale, oppure attendere e continuare a seguire l’originale. Inoltre, non è possibile modificare il colore del punto AF per renderlo più visibile, come è possibile con il full-frame a7R IV di Sony.

Diamo un’occhiata a come si comporta la a6600. Per testare le prestazioni AF continue, proviamo innanzitutto a riprendere un soggetto che si avvicina a una velocità costante utilizzando il punto AF centrale. Questo ci consente di vedere quanto è brava la fotocamera a valutare la distanza del soggetto e se è in grado di guidare rapidamente l’obiettivo fino a quel punto.

È un sistema davvero impressionante. Puoi anche abilitare / disabilitare una funzione di rilevamento degli occhi degli animali (principalmente per animali domestici), che si trova nei menu. Se lo desideri, puoi anche assegnarlo a Mio menu o a un pulsante personalizzato. Per la maggior parte delle nostre riprese, inclusa la nostra foto di Belvedere in basso, l’abbiamo semplicemente disattivata e abbiamo utilizzato il rilevamento generico del soggetto.

Performance generale

Quando ho coperto la a6400, ho sottolineato nella recensione che molte fotocamere Sony soffrono ancora di qualche ritardo operativo e la serie a6x00 non fa eccezione. In effetti, ho trovato nei confronti diretti con le ultime fotocamere Sony della serie a7 che la serie a6x00 mostra un ritardo più pronunciato. Per le fotocamere di gamma medio-bassa come la a6100 e la a6400, questo è un po ‘più perdonabile.

Ma la a6600 è la fotocamera APS-C “fiore all’occhiello” dell’azienda. Ciò significa che non solo è più costoso rispetto alle altre opzioni offerte da Sony, ma si scontra anche con una concorrenza molto capace da parte di altri produttori che non soffrono di questa stessa tabella operativa.

Ciò che intendiamo per “ritardo” è che, dai tempi di avvio alla navigazione nei menu alla semplice regolazione dei parametri di esposizione, ci si può aspettare un “singhiozzo” dal momento dell’input al momento in cui la fotocamera risponde. Se stai riprendendo un’azione rapida e passi dallo schermo posteriore, supponi di avere un angolo basso, al mirino elettronico: il tempo impiegato dalla fotocamera per fare l’interruttore significa che un soggetto in rapido movimento potrebbe trovarsi in un punto diverso del tutto. Questo ritardo EVF / schermo non è univoco per l’a6600, ma richiede un ritmo più lungo sulla Sony rispetto, per esempio, a una X-T3 o all’ultima Olympus E-M5 Mark III.

A ciò si aggiunge il singolo slot per scheda SD UHS-I della fotocamera. È vero, la a6600 scatta a un massimo competitivo di 11 fps e ha un buffer incredibilmente profondo. Ma ci vuole ancora molto tempo per cancellare, e molti concorrenti hanno slot per schede UHS-II più veloci (e forse anche due di loro). Inoltre, mentre il buffer si cancella, non è possibile passare alla modalità video, non è possibile modificare la velocità di scatto a raffica e non è possibile modificare le impostazioni di qualità dell’immagine.

Ancora una volta, considerando la concorrenza di questa fotocamera e la sua posizione ai vertici della gamma APS-C di Sony, questo è un po ‘deludente.

Video

La a6600 continua la tradizione di questa gamma di offrire video 4K di buona qualità e una serie piuttosto solida di supporti per l’acquisizione, ma la concorrenza non è rimasta ferma.

Punti chiave:

  • Le riprese in 4K con sovracampionamento sono molto dettagliate
  • Le riprese in 1080p non sono impressionanti
  • Robusta suite di ausili per l’acquisizione e profili di immagini, comprese le opzioni di registro
  • Buon tracking AF ma è necessario modificare il comportamento del touchscreen per utilizzarlo e potrebbe essere necessario immergersi nel menu per annullare questa modifica quando si ritorna alle riprese di foto.
  • Le impostazioni di esposizione vengono trasferite dagli scatti di immagini fisse a meno che non si imposti un richiamo di memoria o una modalità personalizzata sulla ghiera modalità
  • Forti artefatti dell’otturatore, specialmente nelle registrazioni 4K / 24p e 25p
  • Video limitato a file a 8 bit

La a6600 ha le stesse modalità video e ritagli della precedente a6500. Per fortuna, la maggior parte delle modalità utilizza l’intera larghezza del sensore, ma le modalità Full HD 120p e 100p utilizzano un ritaglio più piccolo di 1,14x e 30p 4K usano un ritaglio di 1,23x.

Il ritaglio può avere molti effetti sulle tue riprese. Ciò significa che avrai bisogno di una lunghezza focale più corta per ottenere uno scatto grandangolare e avrai prestazioni di rumore peggiori poiché stai usando una porzione più piccola del sensore. Vi è tuttavia un vantaggio in quanto una parte più piccola del sensore può essere letta più rapidamente e mostra meno tapparelle.

Come la precedente a6500, la a6600 può girare video 4K molto dettagliati. E sebbene sia decisamente migliore di quello di cui è capace la Canon EOS M6 Mark II, possiamo vedere che il G9 di Panasonic e l’X-T3 di Fujifilm sono comparabili in molte aree della scena. Il passaggio al ritaglio 1.2x 4K / 30p sull’a6600 non mostra un’enorme differenza nell’acquisizione dei dettagli, sebbene il filmato sembri aver applicato un tocco più nitido.

Il passaggio a 1080p mostra come le fotocamere Sony non possano davvero competere con altre potenziali opzioni per l’acquisizione di dettagli, per quegli utenti che non vogliono o necessitano di riprese 4K.

Usabilità video

Il nostro esperto di video residente Jordan Drake ha messo le mani sulla a6600 all’evento di lancio di Sony e ci ha dato alcuni dei suoi pensieri su come la a6600 si accumula come una fotocamera principale per videoregistratori o vlogger.

La differenza più grande riguarda il tracciamento della messa a fuoco automatica durante la ripresa di video: è generalmente molto buono e puoi vedere la fotocamera che traccia il viso e gli occhi mentre stai scattando. Ma sfortunatamente, devi toccare lo schermo per scegliere il soggetto, richiedendo di distogliere lo sguardo dal mirino se stai usando l’EVF. Il tocco dello schermo può anche indurre le vibrazioni della fotocamera. Devi anche immergerti nei menu (o personalizzare il “Mio menu”) per trovare l’opzione per passare da Touch AF, che sposta semplicemente l’area AF, a Touch Tracking, che è ciò di cui hai bisogno per iniziare il tracciamento su un soggetto in video.

Jordan fa un ulteriore passo avanti e afferma che la a6600 si avvicina alla telecamera di vlogging perfetta come abbiamo visto a questo punto. Hai uno schermo completamente inclinabile, prese per cuffie e microfono, corpo ragionevolmente leggero, buona autofocus e stabilizzazione dell’immagine interna. Ma la pipeline di elaborazione che Sony continua a utilizzare nell’a6600 è estremamente suscettibile alla tapparella, e ciò potrebbe davvero influire sulla qualità del tuo video.

Infine, desideriamo ancora che Sony mantenga separati i tuoi video e fissa le impostazioni di esposizione senza dover creare una modalità personalizzata sul selettore di modalità. Allo stato attuale, il passaggio dalla normale modalità filmato alle modalità PASM consente di vedere la velocità dell’otturatore e il diaframma riportati, anche se (probabilmente) vorrete che siano diversi tra i due. Inoltre, c’è un notevole ritardo quando si cambia modalità e il pulsante di registrazione video continua a trovarsi in un punto difficile da raggiungere (anche se è possibile configurare il pulsante di scatto per iniziare la registrazione, se lo si desidera).

Alla fine, per gli alambicchi ibridi e i videoregistratori, la a6600 è ancora una buona opzione, ma la concorrenza non si è fermata e altre fotocamere come la G9 di Panasonic e la X-T3 di Fujifilm potrebbero funzionare meglio per te.

Conclusioni

Cosa ci piace

  • Eccellente qualità dell’immagine JPEG e Raw
  • Il tracking AF leader della categoria è particolarmente utile per fotografare le persone
  • Buona qualità video
  • Durata della batteria senza pari
  • Stabilizzazione dell’immagine nel corpo
  • Prese per cuffie e microfono
  • Buona velocità di scatto a raffica
  • Impugnatura comoda
  • Il touchscreen inclinabile si sposta di 180 gradi, di 90 gradi
  • Ampie opzioni di personalizzazione
  • NFC semplifica il trasferimento delle immagini
  • La ricarica USB è comoda

Cosa non ci piace

  • Ergonomia mancante: entrambe le ghiere di comando devono essere azionate con il pollice
  • Il menu lungo è difficile da navigare
  • Il singolo slot per schede UHS-I indica che il buffer impiega molto tempo per cancellarsi
  • Impossibile passare al video o uscire dalla modalità burst mentre il buffer si sta cancellando
  • La maggior parte dei pulsanti e dei controlli sono angusti, difficili o offrono poco viaggio e feedback
  • Nessuna conversione Raw nella fotocamera
  • Il Bluetooth non può essere utilizzato per velocizzare la connessione Wi-Fi per il trasferimento di immagini
  • Significativo effetto “jello” in modalità 4K / 24p o ritaglio significativo in modalità 30p
  • Il comportamento del touchscreen deve essere commutato tra immagini fisse e video

Nel complesso, la Sony a6600 è una raffinatezza piuttosto riuscita del suo predecessore. E mentre la qualità delle immagini diventa quasi universalmente buona nel mercato delle fotocamere, c’è stato un modello di sviluppo di produttori che rilasciava aggiornamenti più incrementali, piuttosto che rivoluzionari. Il problema è che, poiché la a6600 è il modello di fotocamera con sensore di crop top-tip di Sony, riteniamo che ci fosse spazio per ulteriori miglioramenti sulla a6600 di quanto la Sony abbia concesso.

Questo non vuol dire che la a6600 sia tutt’altro che una fotocamera molto capace. Il monitoraggio dell’autofocus di Sony è ancora leader del settore. L’a6600 ha una durata della batteria imbattibile, stabilizzazione delle immagini nel corpo, produce immagini attraenti sia in formato JPEG che Raw e cattura video 4K molto dettagliati. L’impugnatura è più profonda e più comoda rispetto ai modelli precedenti e, nel complesso, si tratta di una fotocamera molto personalizzabile.

Ma Sony ha ceduto terreno ad altri produttori in alcune aree chiave, in particolare quando si guardano altri modelli di fascia alta. Il singolo slot per scheda lento non è adatto per i tiratori di azioni o per i fotogrammi ibridi / per i video che devono passare al video dopo aver scattato una serie di foto. L’ergonomia non si adatta a una fotocamera di questo calibro; la maggior parte dei controlli sono piccoli e difficili, e questa fotocamera sta solo chiedendo un quadrante di controllo frontale. Il ritardo dell’interfaccia persiste, portando alla sensazione che stai aspettando che la fotocamera ti tenga il passo, piuttosto che viceversa. Infine, sebbene il video della a6600 sia dettagliato, i concorrenti lo hanno superato sia per qualità che per funzionalità.

In questi giorni non è sufficiente che una fotocamera sia semplicemente in grado di catturare buone foto e video. Per distinguersi, diventa sempre più importante per una fotocamera offrire qualcosa in più; sia che si tratti di un design sorprendente, che spinga i confini in termini di velocità o funzionalità o che offra un alto livello di lucidatura in termini di esperienza utente e interfaccia. Sotto questi aspetti sempre più significativi, la a6600 non è all’altezza e quindi perde il nostro più alto riconoscimento.

Rispetto ai suoi simili

La Fujifilm X-T3 è la fotocamera mirrorless APS-C top di gamma dell’azienda. Siamo grandi fan del suo design retrò (anche se non tutti lo saranno), e puoi gestirlo usando i suoi controlli retrò o due quadranti di controllo personalizzabili. Il suo sensore più moderno consente velocità di scoppio più elevate rispetto alla Sony e ai video 4K / 60p con bassa tapparella. Doppi slot per schede UHS-II, un joystick AF e una robusta personalizzazione completano il pacchetto. L’autofocus dell’X-T3 non è all’altezza degli standard Sony, manca di IBIS e ha una durata della batteria molto più breve, ma vale assolutamente la pena dare un’occhiata se stai considerando una fotocamera di questo prezzo e capacità.

Abbiamo anche scelto di confrontare la a6600 con la G9 di Panasonic, che è la fotocamera Micro Four Thirds di punta dell’azienda. La Panasonic è un po ‘più grande, ma ciò aiuta anche a fare spazio per un’abbondanza di controlli diretti e un display LCD. L’interfaccia touchscreen è più reattiva e raffinata di quella di Sony e il sistema di stabilizzazione dell’immagine può essere utilizzato per creare immagini ad alta risoluzione con spostamento dei pixel. Le prestazioni in condizioni di scarsa luminosità e gamma dinamica del sensore più piccolo del G9 sono meno impressionanti e la sua autofocus è meno affidabile di quella della Sony, ma il G9 ha un vantaggio con doppi slot per schede UHS-II, video 4K / 60p e scatti a raffica molto veloci.

Diamo anche un’occhiata a EOS M6 Mark II di Canon. Sebbene la Canon sia un po ‘più economica della Sony, rimane la fotocamera mirrorless APS-C più avanzata di Canon. E nonostante il suo prezzo di entrata più basso, la Canon ha un mirino simile (se ottieni il kit), scatti più rapidi, maggiore risoluzione e gamma dinamica comparabile. La qualità del video è più morbida (anche se con meno tapparelle), non c’è stabilizzatore nel corpo e la durata della batteria è così. Ma è una fotocamera più amichevole e, diciamo, più piacevole da usare rispetto alla Sony.

Infine, non dimentichiamo il predecessore di questa fotocamera, la Sony a6500. Potresti essere tentato di risparmiare un po ‘di soldi e ottenere il modello più vecchio, e non c’è molto di sbagliato in questo: ottieni ancora stabilizzazione nel corpo, identica qualità di immagine e video e lo stesso tipo di capacità di scatto a raffica. Le differenze si riducono davvero al rilevamento dell’autofocus notevolmente migliorato e alla batteria più grande: se quelli sono di valore per te, allora l’a6600 è una scelta facile.

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Le 10 reflex full-frame più economiche

Le 10 reflex full frame più economiche nel 2019: reflex economiche per tutte le tasche

Una panoramica di tutte le migliori reflex full-frame relativamente economiche, dalle reflex Nikon alle più leggere CSC.

Woman holding Canon EOS 6D Mark II

Quali le migliori reflex full-frame più economiche? Le fotocamere digitali full-frame erano un tempo prerogativa dei professionisti e gli appassionati più facoltosi. Ma con l’aumentare della competizione (ed l’accumularsi di modelli datati con l’uscita di nuovi modelli) i prezzi sono scesi ad un punto in cui sono accessibili da molti appassionati.

Non stiamo dicendo che i produttori stiano regalando fotocamere full frame, ma ci sono effettivamente parecchie occasioni in giro. Se non avete problemi ad acquistare una fotocamera più datata, o sacrificare un po’ di performance in cambio de look tipico offerto dal sensore più grande.



Per quelli alla ricerca di qualcosa in più costoso, date un’occhiata alla nostra lista.

Per il resto di voi comuni mortali, abbiamo messo insieme questa lista delle 10 fotocamere full-frame più economiche che potete trovare sul mercato. Dalle opzioni low-res pensate per la fotografia in condizioni di luce scarsa, alle fotocamere ad alta risoluzione in grado di catturare files grandi e dettagliati.

Che siate in cerca di un upgrade dal vostro sensore APS-C, o qualcosa in grado di competere con le migliori mirrorless in circolazione. O che stiate semplicemente pensando di cambiare completamente attrezzatura, questa carrellata vi guiderà attraverso le migliori fotocamere full frame disponibili.

1. Canon EOS 6D Mark II

L’ultima full-frame di Canon guadagna un AF più sofisticato ed un display touch

Tipologia: DSLR | Sensore: Full frame | Megapixels: 26.2MP | Attacco obiettivo: Canon EF | Schermo: 3in vari-angle touchscreen, 1,040,000 dots | Viewfinder: Optical | Velocità massima: 6.5fps | Risoluzione Video: 1080p | Consigliata per: Appassionati/Professionisti

Arrivata cinque anni dopo l’originale Canon EOS 6D, la EOS 6D Mark II vede alcuni significativi miglioramenti. Così come un grosso passo avanti in risoluzione – da 20.2MP a 26.2MP – è dotata dell’ultimo DIGIC 7 di Canon come processore, un display touch orientabile e la stabilizzazione a 5 assi per il video (che arriva fino a 1080p e non a 4K). L’autofocus riceve un salutare boost sottoforma di 45 focus-points, di cui 27 f/8 compatibili. Il sistema è sensibile fino a -3EV e beneficia dell’eccellente Dual Pixel CMOS AF in Live View e anche in video. E’ un’ottima fotocamera con cui scattare, ma nei nostri test abbiamo riscontrato un range dinamico non proprio al top, e la mancanza di un viewfinder con copertura al 100% ci ha lasciato con l’amaro in bocca.

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2. Nikon D610

La reflex full-frame “Junior” è diventata un affare

Tipologia: DSLR | Sensore: Full frame | Megapixels: 24.3MP | Attacco obiettivo: Nikon F | Schermo: 3.2in fixed, 921,000 dots | Viewfinder: Optical | Velocità massima: 6fps | Risoluzione video: 1080p | Consigliata per: Appassionati/professionisti

Dovrete spolverare la vostra lente d’ingrandimento per trovare le differenze tra la Nikon D610 e la D600. Uscita solo un anno dopo la sua sorella maggiore – e poco dopo la polemica del “sensore sporco” della D600 – la D610 è praticamente identica alla sua versione precedente. A parte la raffica leggermente più veloce – 6fps contro 5.5fps della precedente – più una modalità raffica “silenziosa” a 3fps ed un bilanciamento del bianco ri-tarato, le specifiche tecniche sono praticamente le stesse. Fortunatamente, sono piuttosto attraenti. Alcune delle specifiche includono un sensore a 24.3MP FX sigillato contro le intemperie ed un AF a 39 focus-points. A completare il pacchetto ci sono due slot per SD card ed un viewfinder ottico quasi al 100% di copertura.

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3. Nikon D750

Potrà essere leggermente invecchiata, ma la D750 offre ancora una scheda tecnica di tutto rispetto

Tipologia: DSLR | Sensore: Full frame | Megapixels: 24.3MP | Attacco obiettivo: Nikon F | Schermo: 3.2in tilting touchscreen, 1,228,000 dots | Viewfinder: Ottico | Velocità massima: 6.5fps | Risoluzione video: 1080p | Consigliata per: Appassionati/professionisti

La D750 sta in mezzo tra la più economica D610 e le professionali D810/D850 nella gamma Nikon Full-Frame. Questo livello intermedio prende in prestito funzionalità da entrambe le “rivali”, quindi mentre esteticamente si avvicina alla D610, e ne condivide l’otturatore da fotocamera economica a 1/4,000sec di velocità massima e 24.3MP di risoluzione – anche se con un nuovo sensore riprogettato – è dotata di una versione aggiornata dell’AF a 51 punti della D810. La D750 non è un mostro di Frankenstein fatto a reflex comunque, ed il suo autofocus preciso combinato con uno schermo posteriore girevole (una delle prime full-frame ad esserne provvista), il Wifi integrato ed il video a 1080p 60fps fanno di questa fotocamera un’ottima compagna di vita.

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4. Nikon D810

La fotografia ad alta risoluzione è appena diventata un po’ più accessibile

Tipologia: DSLR | Sensore: Full frame | Megapixels: 36.3MP | Attacco obiettivo: Nikon F | Schermo: 3.2in fixed, 1,229,000 dots | Viewfinder: Ottico | Velocità massima: 5fps | Risoluzione video: 1080p | Consigliata per: Esperti

Con l’uscita dell’estremamente costosa Nikon D850, la D810 si ritaglia un posticino nella nostra lista di fotocamere full-frame “economiche”, anche se questo modello non si può esattamente definire economico. Come successore della D800, la D810 prende l’assicella della risoluzione a 36.3MP della D800 e… , beh la mantiene alla stessa altezza. La risoluzione può essere la stessa sulla carta, ma il sensore ha un nuovo design, con Nikon che manda in pensione il filtro Anti Aliasing per massimizzare la quantità di dettaglio che può essere catturato. Migliorato anche il processore – ora EXPEED 4 – così come migliora la raffica a 5fps a risoluzione massima. Difetti? La dimensione dei files significa che avrete poi bisogno di un computer abbastanza potente per poter gestire il tutto – e lo spazio di archiviazione potrebbe essere anch’esso un problema.

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5. Nikon DF

Un gustoso mix di stile e sostanza

Tipologia: DSLR | Sensore: Full frame | Megapixels: 16.2MP | Attacco obiettivo: Nikon F | Schermo: 3.2-inch fixed, 921,000 dots | Viewfinder: Ottico | Velocità massima: 5.5fps | Risoluzione video: Nessuna | Consigliata per: Appassionati/professionisti

A scontrarsi contro le risoluzioni di 50.6MP della Canon 5DS/R, o contro i 45.7 MP della Nikon D850, i 16.2MP full frame della Nikon DF sembrano un po’ miseri. Ma almeno il sensore ha il suo pedigree – è lo stesso che troviamo nella vecchia Nikon di bandiera, la Nikon D4 – ed il relativo numero di pixel più basso si può rivelare persino un vantaggio in condizioni di scarsa luminosità. Tuttavia è quello che c’è all’esterno che è veramente degno di nota. Lo stile retrò della DF attinge dalle vecchie Nikon con i suoi controlli tradizionali a manopola con un layout che piacerà molto a quelli che amano il processo di fotografare tanto quanto il risultato finale. Comparata alle altre Reflex Nikon FX, il prezzo della DF rimane decisamente alto per le sue caratteristiche tecniche, ma almeno sarete in grado di “sentire” e vedere dove sono finiti i vostri soldi.

Vedi Nikon DF

6. Sony A7

Il modello originale di questa mirrorless full-frame si può considerare economico ora

Tipologia: Mirrorless | Sensore: Full frame | Megapixels: 24.3MP | Attcco Obiettivo: Sony E | Schermo: 3in orientabile, 921,600 dots | Viewfinder: Elettronico | Velocità massima: 5fps | Risoluzione video: 1080p | Consigliata per: Appassionati

Se l’ingombro di una reflex full-frame vi fa passare la voglia di effettuare l’upgrade, la piccola e leggera Sony A7 potrebbe farvi cambiare idea. Ovviamente, una volta montato un teleobiettivo le dimensioni della A7 non sono poi così diverse da una reflex, ma resta il fatto che il corpo macchina è decisamente meno ingombrante. La A7 è stato il primo sistema mirrorless compatto full-frame sul mercato, e anche se sprovvisto di alcune delle più recenti features come il touchscreen o il video 4K, la qualità dei file RAW prodotti dal sensore Exmor 24.3MP CMOS continua ad impressionare. L’unico vero svantaggio è la durata della batteria relativamente scarsa, ma il prezzo decisamente basso a cui potete trovare la A7 oggi vi permetterà di acquistare qualche batteria di riserva in più.

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7. Sony A7 II

Internamente simile alla A7 con qualche piccolo miglioramento

Tipologia: Mirrorless | Sensore: Full frame | Megapixels: 24.3MP | Attacco obiettivo: Sony E | Schermo: 3in orientabile, 1,228,800 dots | Viewfinder: Elettronico | Velocità massima: 5fps | Risoluzione video: 1080p | Consigliata per: Appassionati/Professionisti

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8. Sony A7 III

La migliore e più versatile nella linea Sony A7

Tipologia: Mirrorless | Sensore: Full frame | Megapixels: 24.3MP | Attacco Obiettivo: Sony E | Schermo: 3in orientabile & touch, 922,000 dots | Viewfinder: Elettronico 2,359k dots | Velocità massima: 10fps | Risoluzione video: 4K | Consigliata per: Appassionati/professionisti

In alcune occasioni, la Sony A7 e A7 II sono state viste come versioni scarse rispetto ai modelli ad alta risoluzione A7R. La A7 III mette tutti a tacere, e anche se non ha la stessa quantità di megapixel dei corpi macchina A7R, è sicuramente più versatile. I punti di forza includono lo stabilizzatore integrato 5-stop ed un autofocus chirurgico a 696 punti. La combinazione di queste due cose permette di scattare praticamente in qualsiasi condizione. Nel frattempo, il sensore di nuova generazione da 24.2 MP fa coppia con il processore nel produrre immagini estremamente pulite anche a ISO elevati. Per scattare indoor con luce naturale, la A7III batte qualsiasi camera della serie A7R. E mentre è uno dei corpi macchina più costosi su questa lista, offre decisamente molto per quello che costa, soprattutto se acquistata in coppia con il Sony’s 28-70mm f/3.5-5.6 OSS.

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9. Sony A7S

Un peso massimo del video 4K che non brilla troppo per la fotografia, la A7S è una mirrorless per specialisti

Tipologia: Mirrorless | Sensore: Full frame | Megapixels: 12.2MP | Attacco Obiettivo: Sony E | Schermo: 3in orientabile, 921,600 dots | Viewfinder: Elettronico | Velocità massima: 5fps | Risoluzione video: 4K | Consigliata per: Esperti

La risoluzione 12.2MP potrà sembrare un ritorno al 2002 per alcuni, ma il sensore CMOS full-frame dentro la Sony A7S da il meglio di se al buio. La S sta per “sensitivity mastered” – e con ottime ragioni. La A7S ha una sensibilità nativa di ISO100-102,400, ma tenendo la risoluzione bassa riesce ad avere risultati migliori in quanto i pixel sono più grandi così da ridurre il rumore. La performance video è ad alti livelli, con video 4K, S-Log2 e output HDMI – anche se è possibile registrare in 4K solo verso un recorder esterno (avrete bisogno di una A7S II per 4K interno). Se fotografare e filmare al buio è una vostra priorità la A7S è un’ottima opzione, altrimenti l’altra risoluzione e lo stabilizzatore della A7 II la rendono probabilmente più versatile.

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10. Pentax K-1 Mark II

Qualità costruttiva professionale

Tipologia: DSLR | Sensore: Full frame | Megapixels: 36.4MP | Attacco Obiettivo: Pentax K | Schermo: 3.2in orientabile, 1,037,000 dots | Viewfinder: Ottico | Velocità massima: 4.4fps (6.4fps in APS-C crop mode | Risoluzione video: 1080p | Consigliata per: Appassionati/professionisti

A questo prezzo, la K-1 Mark II offre qualità costruttiva professionale con weather sealing compreso. Ed è anche piena di sorprese all’interno, con uno stabilizzatore 5-axis sensor-shift, GPS ed una bussola elettronica integrata. Gli accessori ad alta tecnologia vengono usanti intelligentemente, inclusa la modalità “astrotracer” che è in grado di capire dove si trova la fotocamera, in che direzione è puntata, e l’inclinazione rispetto all’orizzonte. In seguito il sistema di stabilizzazione dell’immagine traccia il cielo notturno durante le lunghe esposizioni, in modo che la luna, le stelle e gli altri corpi celesti rimangano fissi nell’immagine, anzichè diventare linee. Un’altra modalità permette di muovere il sensore poco per volta con una serie di 4 scatti in sequenza. I risultati vengono combinati in un’immagine composite ad altissima risoluzione. Purtroppo, il sistema di auto focus non è altrettanto impressionante e a volte fa fatica ad agganciare i soggetti in movimento. La velocità massima della raffica in full-frame è di appena 4.4fps, il che rende questa fotocamera poco adatta per lo sport e la fotografia naturalistica.

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Queste sono le 20 fotocamere più importanti del decennio (e un telefono)

Mentre ci avviciniamo alla fine del secondo decennio del 21 ° secolo, volevamo dare un’occhiata indietro e riflettere su tutto ciò che è accaduto negli ultimi dieci anni. Mentre il primo decennio del secolo ha visto enormi balzi e progressi tecnologici, è stato nel 2010 che l’imaging digitale dei consumatori è davvero maturato.

Abbiamo esaminato tutte le fotocamere rilasciate dal 2010 al 2019 e ne abbiamo selezionate venti che consideriamo particolarmente significative, oltre a un telefono perché, beh, è stato il decennio in cui è diventato davvero una cosa.

In questo articolo stiamo procedendo cronologicamente, a partire dal 2010, e abbiamo selezionato almeno una telecamera all’anno del decennio per una considerazione speciale. Puoi votare quale di quei venti pensi debba essere considerato il più importante e, come sempre, lasciare un commento con altri suggerimenti se non sei d’accordo con noi.

2010 - Samsung NX10

2010 – Samsung NX10

Se ti chiedessimo “quale azienda ha realizzato la prima fotocamera mirrorless in formato APS-C?” è probabile che saresti tentato di rispondere a “Sony”. Ma ti sbaglieresti. Mentre la Sony NEX-5 e NEX-3 erano davvero i nobili rampolli di una linea di telecamere indubbiamente molto significativa (e ancora di successo), la Sony non arrivò (abbastanza) per prima.

Il primo anno del 2010 ha visto un annuncio ingannevolmente importante da un trimestre inaspettato. Avevamo visto le fotocamere mirrorless prima del 2010, ma il Samsung NX10 è stato il primo a offrire un sensore APS-C – considerato da molti appassionati il più piccolo formato di sensore “serio”, offrendo un’area di imaging maggiore del 50% rispetto all’allora standard Four Thirds .

Le specifiche del Samsung NX10 potrebbero non sembrare particolarmente impressionanti ora, ma nel 2010, un sensore APS-C da 15 MP, il mirino elettronico da 921k punti e lo schermo posteriore AMOLED erano molto competitivi, specialmente in una ‘piccola fotocamera coreana’ così economica – per citare la nostra copertura originale.

Il sistema NX non è durato tanto quanto meritava, ma Samsung dovrebbe avere il merito non solo di essere il primo sul mercato con una pratica linea mirrorless APS-C, ma di aver ottenuto così tanto all’inizio.

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2010 - Fujifilm Finepix X100

2010 – Fujifilm Finepix X100

La nostra seconda scelta del 2010 è un’altra fotocamera APS-C estremamente influente, di (all’epoca) un altro produttore relativamente minore. La Finepix X100 rappresentava una direzione completamente nuova per Fujifilm, che nel 2010 era conosciuta come una casa produttrice di fotocamere su piccola scala, con un talento per le tecnologie dei sensori non convenzionali. All’epoca la società non aveva il suo innesto per obiettivo (le DSLR di Fujifilm sono state create in collaborazione con Nikon) ma con la X100, Fujifilm ha creato un prodotto che si è comunque trovato nelle borse della fotocamera e attorno al collo di migliaia di fotografi professionisti ed entusiasti .

Offrendo uno stile retrò da far venire l’acquolina in bocca, un comprovato sensore da 12 MP a baionetta (fondamentalmente lo stesso trovato nella Nikon D300 / S e in molte altre DSLR) e un mirino elettronico / ottico “ibrido” unico, l’X100 era come nient’altro sul mercato. Gloriosamente difettoso quando è stato rilasciato per la prima volta, i principali aggiornamenti del firmware hanno completato abbastanza rapidamente la maggior parte dei bordi irregolari dell’X100.

Forse più di ogni altro prodotto, l’X100 ha contribuito a creare un mercato per le fotocamere compatte a sensore fisso di grandi dimensioni. I modelli successivi della serie X100 perderebbero il moniker “Finepix”, ma otterrebbero “X-Trans”, un altro degli array di filtri non standard di Fujifilm. Le vecchie abitudini sono dure a morire.

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2010 - iPhone 4/S

2010 – iPhone 4/S

Abbiamo detto che questo articolo era le venti macchine fotografiche più importanti del decennio e un telefono. Bene, ecco il telefono.

L’iPhone 4 non è stato il primo iPhone (ovviamente) e molto lontano dall’essere stato il primo smartphone con una fotocamera, ma è stato il primo che abbiamo considerato davvero utilizzabile come alternativa a una fotocamera “corretta”.

Quando ho ricevuto la mia alla fine del 2010 (poco dopo essermi trasferito negli Stati Uniti, in effetti) ricordo di essere sinceramente emozionato dalle possibilità creative della fotocamera dell’iPhone 4 e allo stesso tempo piuttosto preoccupato di ciò che potrebbe significare per l’industria della fotocamera. L’iPhone 4S, seguito nel 2011, ha ulteriormente migliorato la fotocamera dell’iPhone.

Si scopre che l’eccitazione era giustificata, così come la preoccupazione assillante. Lanciato nello stesso anno di Instagram, l’iPhone 4 non ha distrutto da solo il mercato delle fotocamere compatte, ma ha sicuramente accelerato il declino. Probabilmente per la prima volta, non hai bisogno di una fotocamera dedicata per essere un fotografo dedicato.

Ed eccoci qui.

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2011 - Nikon J/V1

2011 – Nikon J/V1

Nikon ha lanciato J1 e V1 in un segreto insolito, senza alcuna divulgazione preliminare. Queste erano le fotocamere destinate a rinvigorire la gamma di prodotti Nikon per gli anni 2010, per soddisfare le esigenze di una nuova generazione di fotografi forse provenienti da uno smartphone o a rischio di essere tentati di allontanarsi da Nikon da nuovi start up mirrorless come Panasonic, Olympus, Sony e Samsung.

Il sistema 1 è durato quattro anni e otto anni dopo la sua nascita, il primo sistema mirrorless di Nikon è talvolta liquidato come un fallimento, se non viene ricordato affatto. È vero che a differenza di Micro Four Thirds e E-mount di Sony, la prima linea mirrorless di Nikon è stata (come quella di Samsung) in definitiva un vicolo cieco. E probabilmente non è una coincidenza che rispetto a quegli altri produttori, Nikon abbia optato per il sensore più piccolo di tutti: 1 pollice, che non era mai stato utilizzato in un sistema ILC prima e (a parte anche il condannato Samsung NX Mini del 2014 – che sappiamo tutti come si è scoperto) da allora.

Per il merito di Nikon, la società non ha rinunciato al sistema 1 prima di dargli una buona dose di frusta e le fotocamere della serie 1 hanno funzionato bene in alcuni mercati globali. Sfiderò ancora chiunque affermi che la V3 (2014) non era una fotocamera divertente da usare, ma certamente non lo era per tutti, e come la V1 e la V2, era troppo costosa per essere presa sul serio dai fotografi che potevano permetterselo.

Le persone tendono a dimenticare quanto fossero innovative quelle telecamere. Offrendo AF con rilevamento di fase su sensore (unico negli ILC in quel momento) e riprese ultraveloci, la J1 e (soprattutto) la V1 erano prodotti veramente avanzati che mostravano alcune delle principali tecnologie di differenziazione che diamo per scontate nelle moderne fotocamere mirrorless, compresi i sensori a doppio guadagno. Sarebbero passati sette anni prima che Nikon lanciasse un’altra gamma di obiettivi con la stessa tecnologia, sotto forma di attacco Z.

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2012: Canon EOS 6D

2012: Canon EOS 6D

Aaah la EOS 6D. La DSLR che non sarebbe mai morta. Ufficialmente un modello attuale per così tanto tempo che è quasi diventato uno scherzo (~ 5 anni è un tempo lungo per un’offerta apparentemente entry-level) la Canon EOS 6D è stato un grande successo per Canon. È incluso in questo elenco a causa della sua importanza come modello di “gateway”: la 6D ha introdotto il full-frame per una generazione di fotografi DSLR Canon che avevano rimandato l’upgrade da APS-C a causa dei costi.

Fondamentalmente un’alternativa più economica e spogliata all’allora attuale EOS 5D Mark III, la 6D era la fotocamera full frame più piccola, leggera e meno costosa di Canon fino a quel momento: un cavallo di battaglia senza fronzoli con una messa a fuoco così così automatica che non è mai stata eccitando gli snob della fotocamera, si può fare affidamento su scattare foto di bell’aspetto nella maggior parte delle situazioni, e viene venduto come un matto.

Il fatto che Canon non abbia sentito la necessità di sostituire ufficialmente la 6D per cinque anni parla da sé. La EOS 6D (insieme alla travagliata Nikon D600 – rilasciata una settimana prima) non ha creato il mercato per il full frame, ma sicuramente ha contribuito a democratizzarlo.

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2012: Olympus OM-D E-M5

2012: Olympus OM-D E-M5

Panasonic avrebbe potuto (appena) battere l’Olimpo al massimo quando si è trattato del lancio della prima fotocamera con obiettivo intercambiabile mirrorless, ma è stata l’Olympus a rendere probabilmente la prima davvero buona. L’OM-D E-M5 era l’ottava fotocamera Micro Four Third di Olympus e, come abbiamo detto al momento del suo lancio, “senza dubbio il più riuscito”. Progettata secondo le classiche reflex della serie OM dell’era cinematografica dell’azienda, la E-M5 era – proprio come quella serie di fotocamere – piccola e leggera, ma molto potente.

E molto divertente da usare.

Sì, Four Thirds è un piccolo formato di sensore, ed è stato considerato così anche nel 2012. E questo comporta alcuni svantaggi. Ma la E-M5 era una piccola fotocamera così accattivante – e un pacchetto così completo – che molti fotografi erano felici di trascurare questioni come livelli di rumore più elevati e controllo limitato della profondità di campo. Grazie alle sue dimensioni ridotte e alle intemperie, E-M5 è stata un’opzione adorabile per i viaggi e la fotografia di tutti i giorni, ma non si trattava solo di dimensioni: il primo modello OM-D racchiudeva anche alcune potenti funzionalità.

Questi includevano la stabilizzazione nel corpo a 5 assi, un mirino elettronico da 1,44 m di punto e una buona modalità video 1080 60p (per il 2012). Dove la E-M5 è caduta per lo più è stato dove hanno fatto molte fotocamere mirrorless, a quel punto nel tempo: autofocus continuo. Ma in realtà non doveva essere una fotocamera sportiva e d’azione. Doveva essere un’opzione piccola e leggera per i fotografi che volevano scattare con qualcosa di leggermente diverso. A tale proposito, l’OM-D E-M5 ha onorato perfettamente l’eredità della serie OM di Olympus e ha indicato la strada per le cose a venire.

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2012: Sony Cyber-shot RX100

2012: Sony Cyber-shot RX100

Sapevi che era solo questione di tempo prima che la Sony comparisse in questo elenco. La Cyber-shot RX100 è stata la prima di quella che si è rivelata una linea di grande successo per Sony e ha introdotto gli ingredienti base che hanno reso la serie RX100 così popolare da allora: un grande sensore da 1 pollice con velocità di scatto molto elevata capacità, un obiettivo zoom di alta qualità e caratteristiche video eccellenti, il tutto racchiuso in un fattore di forma veramente tascabile.

I successivi modelli RX100 hanno aggiunto miglioramenti preziosi e utili funzioni extra come un EVF incorporato (RX100 VI e V sono ancora i nostri preferiti, grazie all’EVF e all’obiettivo veloce e relativamente corto), ma Sony ha ottenuto molto bene nell’originale RX100. Durante la notte, questa era la fotocamera compatta da battere, e negli anni successivi alla sua introduzione, modelli come la serie Canon PowerShot G5 X e G7 X (e la serie DL non realizzata di Nikon) sorsero in competizione diretta.

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2013: Samsung Galaxy NX

2013: Samsung Galaxy NX

Il Galaxy NX doveva rispondere alla domanda “cosa accadrebbe se abbinassi le cose migliori di uno smartphone con le cose migliori di una fotocamera dedicata?” In quanto tale, era un prodotto importante di un’azienda che nel 2013 ha saputo fabbricare entrambe le cose, anzi molto bene.

È stato anche un flop.

Purtroppo, sebbene in teoria sia forse un’idea accattivante, il Galaxy NX da $ 1.600 non ha finito per incendiare il mondo. Tuttavia, è stato in grado di scattare splendide fotografie, grazie al suo sensore da 20 MP in formato APS-C. Ma alla fine, la fusione dell’interfaccia incentrata sull’app di uno smartphone Galaxy S4 con il sensore di grandi dimensioni e l’ergonomia di una fotocamera convenzionale ha finito per non essere particolarmente divertente da girare per qualcuno abituato a entrambi i tipi di piattaforma. E abbiamo già detto che costa $ 1.600?

Quindi perché è incluso in questo elenco? Bene, per prima cosa era senza dubbio importante, nel senso che nessuno aveva mai tentato qualcosa di simile. Avevamo già visto fotocamere “intelligenti”, ma nessuna con innesto obiettivo intercambiabile.

In retrospettiva è facile guardare al Galaxy NX come un fallimento. Un esempio di come non soddisfare le esigenze correlate ma diverse dei consumatori in un singolo prodotto (quello che Apple Tim Timets ha memorabilmente descritto come un “tostapane frigo”), ma questo è un uso improprio del senno di poi. La galassia potrebbe semplicemente essere stata in anticipo sui tempi. Era, decisamente, troppo caro. Ma l’idea di base era il suono: le fotocamere compatte con zoom della serie Galaxy concettualmente simili ma meno ambiziose in realtà funzionavano piuttosto bene.

Qualche produttore tenterà di nuovo una fusione così letterale di smartphone e fotocamera? È una domanda interessante Con Samsung fuori dal comune, l’unico marchio con una significativa esperienza sia nell’arena della fotocamera che dello smartphone in questi giorni è Sony. Potremmo mai vedere un Sony Alpha Xperia? Non scommetteremmo contro di esso.

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2013: Sony a7/R

2013: Sony a7/R

La Sony potrebbe essere stata appena rimandata al palo da Samsung quando si trattava di APS-C mirrorless, ma era prima con il full frame. Come i commentatori di DPReview amano sottolineare (sia al momento che ancora oggi) l’originale a7 e a7R avevano la loro giusta dose di problemi, e ci è voluto anche un po ‘di tempo prima che la Sony raggiungesse gli obiettivi. Ma erano prodotti di prima generazione e nessun nuovo sistema è mai stato lanciato allo stato finito.

Potrebbero essere stati bizzarri, ma le fotocamere originali della serie a7 erano opzioni full frame tecnicamente innovative e competitive rilasciate in un momento in cui l’industria aveva un disperato bisogno di essere scossa.

Le DSLR erano l’unico gioco in città nel 2013 e la a7 e la a7R catturarono il pisolino di Canon e Nikon. Sarebbero passati ben cinque anni prima che uno dei due “big due” tradizionali venisse pubblicato con le proprie offerte full-frame e Sony passasse il tempo a rilasciare altri sette ILC full-frame e nel processo assicurando una quota maggiore del full- mercato dei telai. Con i modelli a7S / II e successivi della serie a7, l’azienda ha fatto importanti progressi anche con i cineasti dilettanti ed entusiasti / indipendenti – un mercato che a volte Canon è accreditato di aver inventato quando ha rilasciato il video compatibile con EOS 5D Mark II.

Quindi sì, nonostante i loro difetti, a7 e a7R erano davvero importanti. Il full-frame compatto era un grosso problema nel 2013 ed erano i primi di una linea di fotocamere di un produttore che avrebbe continuato a ribaltare il mercato degli full frame entusiasti.

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2014: Leica T (Typ 701)

2014: Leica T (Typ 701)

La Leica T è stata – letteralmente – rottura di muffa. A differenza abbastanza bene di tutte le fotocamere, che sono assemblate da sezioni di calotta stampate unite da viti, la Leica T è stata formata da un singolo blocco di alluminio fresato, con il sensore e l’elettronica interna scanalate all’interno. C’è una tendenza tra i revisori delle fotocamere a descrivere i prodotti di fascia alta come se fossero “macinati da un solido pezzo di metallo“, e probabilmente sono colpevole di farlo da solo alcune volte, ma nel caso della Leica T era vero, per una volta.

Ancora più importante, la T ha introdotto un nuovo modo di interfacciarsi con la fotocamera tramite il suo touchscreen sovradimensionato e il sistema operativo simile a un’app. Sebbene non sia letteralmente basato su app, come il Samsung Galaxy NX basato su Android, l’interfaccia piastrellata di T e i menu delle funzioni di scorrimento sembrerebbero familiari a un utente di smartphone anche adesso. Nel 2014 questo approccio era ancora piuttosto una novità nel mondo della fotografia “seria”, e in un momento in cui “novità” non era una parola che avremmo naturalmente associato a Leica.

La Leica T non è nella nostra lista delle più importanti fotocamere del decennio perché era davvero una buona fotocamera. Non era. Era lento, schizzinoso e quando fu pubblicato per la prima volta, alcuni aspetti della UX della T (specialmente quelli relativi all’autofocus) furono sostanzialmente rotti. Ma la T ha segnato l’inizio di una nuova fase dell’evoluzione di Leica come produttore di fotocamere. Per prima cosa non era solo un altro clone Panasonic Lumix riprogettato. Più significativamente, tuttavia, rappresentava una rottura molto audace rispetto all’ergonomia della fotocamera convenzionale: “il tipo di fotocamera che Apple potrebbe realizzare”, come abbiamo detto nella nostra recensione originale sulla prima impressione.

La T ha anche debuttato con la prima montatura dell’obiettivo completamente elettronica, progettata per mirrorless Leica. Sarebbe passato un anno dal lancio della T prima che la full-frame SL mostrasse davvero il potenziale dell’L-mount (e ancora altri cinque prima che a Panasonic e Sigma sarebbe stato chiesto di unirsi alla festa) ma tutto è iniziato con la T.

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2014: Nikon D750

2014: Nikon D750

Cinque anni dopo il suo lancio, raccomandiamo ancora la Nikon D750 ai nostri lettori e ai nostri amici. E ai nostri amici che sono lettori (siete tutti nostri amici). Non solo perché è un affare affidabile ogni inverno quando arrivano le vendite, ma perché è ancora davvero buono. La D750 è solo una fotocamera semplice e ben progettata. Il tipo che, come revisori delle fotocamere (e ottimisti assoluti che non devono preoccuparsi di margini, costi di ricerca e sviluppo e differenziazione dei prodotti), desideriamo che i produttori facciano continuamente.

Metti tutte le funzionalità di cui la maggior parte dei fotografi ha veramente bisogno, in un pacchetto relativamente piccolo e conveniente. Non può essere così difficile, vero?

Beh, in realtà può essere così difficile (vedi punto su margini, ricerca e sviluppo e differenziazione del prodotto), motivo per cui accade abbastanza raramente. Esempi storici includono la Canon EOS 10D, la Nikon D700 e, più recentemente, la Sony a7III. E, ovviamente, la Nikon D750.

Con un sistema di messa a fuoco automatica realmente in grado di tenersi al passo con lo sport e l’azione, e un sensore full frame da 24 MP davvero solido, la D750 può fare praticamente tutto ciò che gli viene richiesto, supponendo che stiamo parlando solo di fotografie. È possibile che mentre la Nikon D850 potrebbe essere considerata l’apice della tecnologia DSLR per i fotografi appassionati, la D750 sarà sempre ricordata come una delle migliori DSLR su tutta la linea, grazie al suo insolitamente buono equilibrio di funzionalità, usabilità e prezzo.

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2014: Samsung NX1

2014: Samsung NX1

Parlando di funzionalità e usabilità, il 2014 ha visto il lancio di un’altra fotocamera importante che, come la D750, non sembra ancora obsoleta. L’APS-C Samsung NX1 ha inviato un lampo di energia elettrica attraverso il mercato quando è stato rilasciato cinque anni fa, offrendo funzionalità e prestazioni mai viste prima nel segmento di mercato mirrorless (con un MSRP fiduciosamente elevato da abbinare).

Il foglio delle specifiche dell’NX1 si legge come una lista dei desideri da un fotografo professionista particolarmente bisognoso (o un ottimista solare del tipo descritto nella pagina precedente). Quale altra fotocamera mirrorless all’epoca poteva avvicinarsi alle riprese a piena risoluzione a 15 fps con l’autofocus? Questo tipo di capacità è ancora impressionante ora. Allo stesso modo la registrazione di video 4K (utilizzando il nuovo e più efficiente involucro H.265), la tenuta stagna e un bel mirino elettronico. E il primo sensore BSI-CMOS in formato APS-C al mondo.

L’NX1 aveva tutto, ed è stato rilasciato insieme a due obiettivi zoom ad apertura rapida di grande effetto, che hanno sfruttato al meglio il suo eccellente sensore da 28 MP. Nota che non è stato fino a quest’anno, con Canon EOS M6 Mark II e EOS 90D, che l’NX1 è stato risolto da un’altra fotocamera in formato APS-C.

Se un produttore venisse da noi oggi con una nuova fotocamera che corrispondesse alle prestazioni e all’ergonomia dell’NX1, saremmo comunque colpiti. Ci sono state voci dopo il suo lancio secondo cui Samsung era pronta a rilasciare un sistema full-frame, ma purtroppo la società è uscita dall’industria delle fotocamere prima che potessimo scoprire se questo era vero. Con l’NX1, Samsung ha sicuramente lasciato il segno.

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2015: Leica Q (Typ 116)

2015: Leica Q (Typ 116)

Spesso criticato – e talvolta in modo imparziale – per essere un marchio boutique che ha dimenticato come soddisfare i veri fotografi, la Q era una macchina fotografica che (temporaneamente) chiudeva i Leica. Destinato agli utenti delle fotocamere, non solo ai collezionisti di fotocamere, la Q offriva un sensore full frame da 24 MP competitivo e un obiettivo F1,7 da 28 mm di altissima qualità, con un’ergonomia che, pur essendo sicuramente informata dall’eredità dell’azienda, non ne era appesantita.

Il prezzo consigliato di $ 4,250 di Q lo ha indubbiamente reso un prodotto premium, ma tieni presente che la sua unica competizione seria – la Sony Cyber-shot RX1R II – costa $ 3.300. Ed è stato un colpo di Cyber. Considerando che la Q offriva un obiettivo (leggermente) più veloce e stabilizzato otticamente, a una lunghezza focale più ampia desiderabile E AVEVA UN DOT ROSSO SUL DAVANTI è difficile sostenere che fosse egregiamente costoso.

Il Q ha avuto un tale successo che non è stato aggiornato per quattro anni.

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2016: Pentax K-1

2016: Pentax K-1

Pentax è uno di quei marchi che i suoi fan adorano – con passione e lealtà. Ora di proprietà di Ricoh, Pentax ha avuto alcuni anni rocciosi, ma è ancora appeso lì, grazie in gran parte a un piccolo esercito di clienti abituali che non possono immaginare di acquistare da un altro marchio.

La K-1 è una fotocamera davvero solida, letteralmente. Pepato da pulsanti, quadranti e interruttori, è una reflex nel classico stampo e uno dei modelli più duri sul mercato. Specificamente pensata per attirare i fotografi all’aperto, la K-1 e il suo successore la K-1 II è una delle pochissime fotocamere di cui avremmo avuto la sicurezza di affrontare un clima davvero orribile. Controlli retroilluminati e funzioni pulite come “Astrotracer” lo rendono attraente anche per i fotografi notturni.

È abbastanza raro sentire frasi come “questa è una fotocamera per i proprietari di MX” pronunciata in un briefing sul prodotto, ma è bello vedere un’azienda che si prende così tanta cura della sua eredità (e dei suoi clienti più fedeli).

La K-1 è stata la prima Pentax DSLR full-frame, ma non è in questa lista perché ha avuto un impatto significativo sul più ampio mercato fotografico (anche se per alcuni aspetti è stata molto competitiva, specialmente per gli amanti del paesaggio). È incluso qui perché è uno di quei rari prodotti che merita di essere celebrato: una lettera d’amore, in effetti, da un produttore ai suoi clienti. Il K-1 era ricco di tutte le caratteristiche speciali che gli utenti di Pentax avevano imparato ad apprezzare nelle reflex digitali APS-C dell’azienda, ed essendo a pieno formato era pienamente compatibile con la loro collezione di obiettivi risalenti a decenni fa – qualcosa che i tiratori Pentax erano stati aspettando, per molto tempo.

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2016: Fujifilm GFX 50S

2016: Fujifilm GFX 50S

Fujifilm è entrata nel mercato delle fotocamere con obiettivo intercambiabile mirrorless un po ‘tardi, con una piattaforma APS-C dedicata. A differenza dell’E-mount di Sony, Fujifilm non avrebbe mai potuto inserire un sensore full-frame nell’innesto XF, e alla fine ha optato per saltare interamente il full-frame. Invece, la società ha calcolato che aveva una migliore possibilità di differenziarsi nel segmento di medio formato, che (con l’onorevole eccezione di Pentax) era stato dominato fino al 2016 da un piccolo numero di aziende che producevano un numero limitato di fotocamere davvero molto costose destinate principalmente presso i professionisti dello studio.

La Fujifilm GFX 50S ha cambiato tutto. Offrendo 50 MP da un sensore 43,8 × 32,9 mm (abbastanza vicino ai tradizionali 120 formati di pellicola che di solito viene chiamato ‘medio formato’), offriva 4 volte l’area di imaging degli ILC APS-C di Fujifilm e 1,7 volte l’area del full-frame . Dato un campo di gioco anche tecnologico, ciò avrebbe dovuto dare alla 50S un vantaggio immediato nella qualità dell’immagine rispetto alla sua concorrenza più sensibile.

This ended up not quite being true (the Nikon D850 at ISO 64, for example, is at least a match for the GFX 50S in Raw mode) but it was certainly competitive against other medium-format cameras, and at a lower cost and with much more user-friendly ergonomics. The semi-modular design of the 50S made it pleasantly versatile in and out of the studio, and Fujifilm’s range of GF lenses have proven to be excellent.

The GFX 50S didn’t bring medium-format into the mainstream overnight, or all on its own, but it certainly opened the format up to a generation of photographers who would never even have considered it before.

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2017: Panasonic Lumix DC-GH5

2017: Panasonic Lumix DC-GH5

Panasonic sarà sempre ricordata dai nerd della fotocamera come la società che ha inventato la fotocamera con obiettivo intercambiabile mirrorless, già nel 2009 (è appena fuori dallo scopo di questo articolo, ma ascoltiamolo per tutti quei fan di Lumix DMC-G1 là fuori!). Dato che APS-C e poi ILC mirrorless full-frame sono diventati mainstream nella parte successiva degli anni 2010, Panasonic aveva bisogno di differenziarsi, e per fare ciò l’azienda ha guardato al video.

Da qualche tempo Panasonic produceva ILC orientati al video, a partire dal GH1, ma il GH5 è stato un bel salto.

GH5 era il sogno di un videofilo. Potrebbe catturare filmati 4K / 60p senza ritaglio, registrazione interna 4: 2: 2 a 10 bit, supporto V-LogL opzionale, un monitor a forma d’onda, livelli di luminanza regolabili e molto altro. Un adattatore opzionale ha aggiunto jack XLR e numerosi controlli audio. Ugualmente utilizzabile sia per le riprese fisse che per i video, GH5 offriva un sensore Four Thirds da 20 MP, stabilizzazione nel corpo a 5 assi e l’opzione di scatto continuo a 9 fps.

Con GH5, Panasonic ha corteggiato in modo aggressivo i registi indipendenti e le società di produzione alla ricerca di telecamere “B” e “C” piccole, leggere e versatili. La Lumix S1H, la prima fotocamera / videocamera per uso domestico certificata da Netflix per la produzione video, discende direttamente dal GH5.

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2017: Sony a9

2017: Sony a9

Da anni giornalisti e lettori di DPReview chiedono “quando vedremo una fotocamera mirrorless full frame progettata per i professionisti dello sport e dell’azione?” Nel 2017 è stata data risposta a tale domanda. La Sony – tipicamente alla moda di Sony – ha inserito tutto ciò che poteva nella a9, con l’obiettivo di creare una fotocamera che convincesse anche i fotografi più esigenti di non aver necessariamente bisogno di una DSLR.

Chiedi a molti utenti DSLR professionisti (e ai produttori DSLR professionisti) i principali vantaggi delle loro fotocamere e in genere elencheranno la qualità costruttiva, la durata della batteria e, soprattutto, l’esperienza del mirino. Sony ha progettato la a9 con l’intenzione non solo di affrontare tutti e tre questi punti, ma anche di superare alcune delle altre capacità delle moderne DSLR.

Il sensore CMOS impilato a lettura super impilata della a9 è stabilizzato e offre scatti in sequenza a 20 fps senza oscuramento del mirino, grazie al suo otturatore elettronico. Anche se non hai bisogno di questo tipo di velocità, le riprese silenziose quasi senza compromessi (pensa a un fotografo fotoreporter in un’aula silenziosa o a uno sparatutto sportivo che copre il golf) hanno il potenziale per essere un (forse letterale) cambio di gioco.

Nel frattempo, il corpo in lega di magnesio della a9 è a tenuta stagna e la durata della batteria arriva a migliaia di colpi per carica durante l’uso normale. Il sistema di messa a fuoco automatica a rilevamento di fase con sensore a 693 punti è iniziato in modo eccellente ed è stato ulteriormente migliorato con un importante aggiornamento del firmware quest’anno. L’a9 può anche girare video UHD 4K sovra-campionati.

Quando è stato rilasciato, la a9 è stata senza dubbio la fotocamera più capace sul mercato per lo sport e l’azione di ripresa, e con il nuovo firmware è solo migliorata da allora. Che Sony sia riuscita in mezzo decennio a creare un prodotto in grado di competere con le reflex digitali professionali affermate è sorprendente.

Vuoi sapere come potrebbe essere una futura fotocamera mirrorless professionale di Canon o Nikon? È probabile che assomigli molto alla Sony a9.

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2017: Nikon D850

2017: Nikon D850

Ho detto in precedenza che la D850 potrebbe alla fine essere considerata l’apice della tecnologia DSLR per i fotografi appassionati, e io sono d’accordo con questa affermazione. Sembra estremamente improbabile che vedremo mai sviluppato una DSLR più avanzata per gli appassionati. La D850 è stata un aggiornamento significativo rispetto alla D810 (che era poco più di un’iterazione surriscaldata della D800 / e) e rimane senza dubbio una delle DSLR tecnicamente più impressionanti mai realizzate, timida di artisti del calibro di sport e azione- orientato D5 e Canon EOS-1D X Mark II.

Cosa l’ha reso così importante? Come la D750, la D850 è stata squisitamente ben progettata per il pubblico previsto: appassionati e semi-professionisti. Ma era abbastanza duro e abbastanza veloce anche per uso professionale. E per una DSLR, le sue funzionalità video 4K non sono nemmeno troppo squallide.

La D850 ha la sensazione di una fotocamera progettata partendo dal presupposto che rimarrà sul mercato per molto tempo. Controlla quasi tutte le caselle che un fotografo appassionato potrebbe mai desiderare di controllare: alta risoluzione (46MP), eccellente autofocus (153 punti, collegato a un sistema di misurazione da 180.000 pixel), scatto continuo rapido (fino a 9 fps con autofocus) e seriamente solida qualità costruttiva. Aveva anche (e ha ancora) uno dei migliori mirini ottici mai inseriti in una reflex.

Probabilmente, col senno di poi, il reparto marketing di Nikon si è effettivamente comportato in modo disservizi rendendo la D850 buona come era. La sua formidabile reputazione e la sua costante posizione in cima alle liste di “Best DSLR” probabilmente hanno reso inevitabile che quando i nuovi mirrorless Z6 e Z7 della società fossero stati rilasciati nel 2018, avrebbero risentito del confronto.

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2018: Nikon Z6/7

2018: Nikon Z6/7

A proposito, un anno dopo la D850, Nikon ha rilasciato due fotocamere estremamente importanti: la Z6 e la Z7. L’innesto a F di Nikon ha funzionato per 60 anni (ed è ancora supportato) ma molto tempo fa era ovvio che aveva raggiunto il limite del suo potenziale tecnico. In particolare, l’attacco F era troppo stretto per contenere facilmente gli obiettivi più velocemente della F1.4 con l’autofocus e fisicamente non poteva supportare gli obiettivi più velocemente della F1.2. Nikon merita il merito per il mantenimento della compatibilità degli obiettivi così come lo è stato per sei decenni di sviluppo tecnologico, ma nulla dura per sempre.

Il passaggio al mirrorless ha permesso a Nikon di iniziare con un foglio di carta bianco ed è interessante notare che gli ingegneri dell’azienda hanno optato non solo per un montaggio più largo (del 17%), ma per il più ampio di tutti i supporti mirrorless full frame, consentendo per la creazione di obiettivi veloci come F0.95.

Z6 e Z7 sono essenzialmente modelli gemellati separati dalla risoluzione del sensore. Lo Z6 da 24 MP potrebbe essere confrontato con il D750, mentre lo Z7 da 46 MP è più naturale (e problematico) rispetto al D850. Entrambi offrono molto che i loro cugini DSLR non fanno: autofocus al rilevamento di fase al sensore al 100%, live view a tempo pieno tramite un cercatore elettronico eccezionalmente dettagliato e – ovviamente – acquisizione video 4K altamente dettagliata e perfettamente integrata, senza ritagli.

Guardando indietro alla Z6 e alla Z7 per una distanza di poco più di un anno, è un peccato che quando sono stati lanciati, così tante persone si sono concentrate sulle loro carenze relative (nessuna equivalente alla modalità di tracciamento AF 3D nelle DSLR di Nikon è una delle reclami più spesso espressi e del tutto equi). Per la maggior parte degli scopi – e per la maggior parte dei fotografi – hanno dimostrato di essere fotocamere eccellenti e altamente capaci, oltre ad essere probabilmente la più bella delle attuali colture di modelli a pieno formato da utilizzare.

Con Z6 e Z7, Nikon ha fatto un grande passo verso il futuro e non vediamo l’ora di vedere cosa succederà nel prossimo decennio.

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2018: Canon EOS R

2018: Canon EOS R

A pochi giorni dal lancio di Nikon Z6 e Z7, Canon ha aderito ufficialmente anche alla festa mirrorless full frame con EOS R. Come la serie Z per Nikon, il sistema R è estremamente importante per Canon, rappresentando un grande balzo in avanti nella tecnologia e uno per il quale la compagnia si stava preparando da tempo.

Ricapitoliamo alcune delle caratteristiche principali di EOS R: autofocus Dual Pixel CMOS? È stato introdotto in EOS 70D, nel 2013. Controlli sensibili al tocco capacitivi? Il quadrante di controllo posteriore della EOS 5D Mark III era sensibile al tocco, anche prima, nel 2012. Video di alta qualità in una fotocamera a pieno formato? Probabilmente una tendenza è iniziata con EOS 5D Mark II. LCD posteriore completamente articolato? Non ricordo la prima DSLR Canon ad averne una, ma so che la mia PowerShot G1 del 2000 ce l’ha.

Sapevamo che Canon sarebbe arrivata allo specchio full frame a un certo punto, ma ammetteremo di essere un po ‘deludente dalla sua prima fotocamera con innesto RF. La EOS R sembrava leggermente incompiuta, il che è insolito per Canon. Un importante aggiornamento del firmware quest’anno ha fatto una gradita differenza nell’esperienza di scatto, ma il successivo EOS RP – nonostante il suo sensore non competitivo – è un’offerta più convincente (e conveniente).

La EOS R non è in questa lista perché è una fotocamera eccezionale nella sua categoria, o perché ci piace davvero (non lo è, e per molti aspetti non lo facciamo) ma perché è importante. Proprio come la EOS 650 originale del 1987, la R (insieme a una serie di meravigliosi nuovi obiettivi RF serie L) punta verso qualcosa di più eccitante sulla strada, un po ‘più avanti.

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2019: Fujifilm GFX100

2019: Fujifilm GFX100

La terza fotocamera di Fujifilm in questa lista è probabilmente la più impressionante di sempre. Il GFX 100 è stato annunciato per la prima volta come in fase di sviluppo nel 2018, ma ha colpito gli scaffali nell’anno 2019 con un botto. O forse dovrebbe essere un “tonfo”. Essenzialmente delle stesse dimensioni e peso di una DSLR full-frame professionale, la GFX 100 è un sostanziale kit, ma data tutta la tecnologia che Fujifilm ha racchiuso al suo interno, è sorprendente che non sia più grande.

La caratteristica principale di GFX 100 è il suo sensore BSI-CMOS di medio formato da 100 MP. Ciò offre il doppio del numero di pixel e un sostanziale aumento della qualità generale dell’immagine rispetto ai sensori utilizzati nella GFX 50S e 50R. Ma la sua risoluzione è onestamente una delle cose meno impressionanti del GFX 100. Che ne dici del fatto che il suo sensore è stabilizzato? O che, accanto a immagini fisse di altissima qualità, può anche girare splendidi video 4K? O che, nonostante la sua complessità, ergonomicamente GFX 100 si comporta essenzialmente come un ILC della serie X troppo cresciuto?

Come ho scritto quando è stato rilasciato il Fujifilm GFX 100, dopo aver letto il foglio delle specifiche del GFX 100, “hai la sensazione che oltre un certo punto gli ingegneri di Fujifilm si mettessero semplicemente in mostra”. E sembra davvero così.

Ma mentre Fujifilm stava decisamente buttando giù il guanto tecnologico con la GFX 100, è ben lungi dall’essere un prodotto “acrobatico”. Ciò che lo rende così impressionante è che la GFX 100 è una fotocamera meravigliosamente utilizzabile.

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Ode alla mia DSLR: perché amo la Nikon D610

Ho usato la mia Nikon D610 per scattare l’ultima fotografia di mia madre prima che morisse. Ho documentato la vita dei miei figli quasi ogni giorno. L’impugnatura in gomma si sta consumando in punti sottili. Una linguetta di gomma sul fondo si stacca cronicamente; le mie dita lo riportano in posizione per abitudine. Questa fotocamera è diventata un’estensione di me e ho imparato ad amarla. Ma non è sempre stato così.

Ho comprato la Nikon D610 nell’aprile 2015. Dal 2013 utilizzo una Nikon D5200. Ho rapidamente imparato che mi piaceva molto scattare foto. Stavo usando la fotocamera per un progetto 365. Si è trasformato in due progetti 365. Ero sui siti di telecamere ogni giorno imparando le impostazioni e le tecniche della telecamera. DigitalRev su YouTube nel suo periodo di massimo splendore! Ripenso a quei momenti con grande felicità, pensando alla gioia della fotografia aggiunta alla mia vita.

Avevo raccolto alcuni obiettivi con la D5200 e quando volevo passare a un corpo macchina dotato di controlli esterni più accessibili, la D610 era la scelta logica per me. La Nikon D750 era uscita di recente, ma era oltre $ 1.000 in più rispetto alla D610. Quindi ho acquistato il D610. Questo è stato 5 anni fa. Ma in quei cinque anni ho spesso pensato di cambiare i sistemi di telecamere.

Guardo molti canali fotografici su YouTube. Vedo sempre le nuove fotocamere, i nuovi obiettivi e i nuovi aggiornamenti del firmware. Ogni video mi fa ripensare alle scelte della mia fotocamera. A volte sento un’intensa sindrome di acquisizione dell’ingranaggio – GAS. In due occasioni ho persino pubblicato il mio D610 su Kijiji. Con tutti i miei obiettivi. Ma non potrei mai portarmi a venderlo. Sono stato tentato dalle fotocamere Fuji serie X, ma ne parlerò più avanti.

Voglio scrivere questa recensione per condividere con gli altri ciò che amo di questa fotocamera – o, più universalmente, qualsiasi DSLR più vecchia – e mostrare che è possibile imparare e crescere con le fotocamere “più vecchie”. Inoltre, voglio consolidare nella mia mente le cose che amo della fotocamera.

Attraverso questa esperienza con la D610, ho imparato ad apprezzare l’avere e crescere con un corpo macchina unico, durevole e capace attraverso anni di uso quotidiano. Ho imparato a vedere le macchine fotografiche, nel modo giusto o sbagliato, come strumenti a medio-lungo termine: un partner creativo con il quale cresci. Dove più conosci la tua fotocamera e i suoi limiti, più ne esci, realizzando la tua visione creativa con la minor resistenza possibile. E qualunque resistenza ci sia, diventa un mezzo per spingere le tue capacità creative a fluire come l’acqua attorno a una roccia in un ruscello.

Perché uso ancora la D610?

Può sembrare ovvio, ma perché è la fotocamera che possiedo. C’è qualcosa da dire sull’essere grati per le cose che hai, piuttosto che sulla brama di quelle che desideri. Non è facile, però.

Ho tre bambini nella scuola materna e prima e dopo la scuola. Di conseguenza, non ho molte entrate disponibili da spendere per le attrezzature fotografiche. Quindi, una volta investito nel sistema Nikon, mi sono unito a questo. Inoltre, alcuni dei miei obiettivi preferiti mi sono stati donati. Mia moglie mi ha comprato il 50mm 1.4 G per la festa del papà nel 2014. Mi ha anche comprato il 35mm 1.8 ED come regalo di Natale nel 2015. Alcuni anni dopo, abbiamo fatto una gita di un giorno in famiglia a Toronto in modo da poter comprare un 85mm usato Obiettivo da 1,8 G. Più di recente, ho raccolto un 24mm 2.8 D per un furto assoluto prima di partire per la costa orientale canadese per un viaggio estivo in campeggio. Ho tutte le lunghezze focali che potrei desiderare.

Una volta che ho iniziato a guardare la mia macchina fotografica per quello che è, e di essere attivamente grato di averla con me per documentare la mia vita, mi ha aiutato a guardarla con una nuova prospettiva. Apprezzo il D610. Ne sono grato. Ci sono molti che non hanno accesso a questo tipo di tecnologia e attrezzature per promuovere i loro sforzi di fotografia creativa. Lo faccio e mi impegno a utilizzarlo al meglio.

Ho lavorato duramente per sperimentare la libertà dal desiderio e dal desiderio – la libertà dal desiderare la nuova fotocamera. Solo allora posso davvero sentirmi libero e realizzato. Perdere la mentalità di “non abbastanza” o desiderare di avere “di più”. Per me, questo inizia con l’amore per la fotocamera che ho, essere grato per questo e non volere un’altra fotocamera. ovviamente aiuta a scattare fotografie di grande qualità.

Qualità dell’immagine

Il secondo motivo per cui adoro la Nikon D610 è la qualità dell’immagine. Il D610 genera, a mio avviso, file RAW molto gradevoli e altamente utilizzabili, con molti dettagli, gamma dinamica e colori deliziosi. Ancora oggi, quando rivedo le mie foto in Lightroom, incontro momenti di sorpresa: la sorpresa che la D610 sia in grado di offrire immagini così straordinarie, prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione e magia quando si ottengono ISO 3200 e 6400.

Dato che spesso scatto in soggiorno, in cucina e nelle camerette dei bambini nelle prime ore e nelle ultime serate, la luce ambientale viene spesso fornita da fonti artificiali. Adoro le elevate prestazioni ISO della fotocamera: c’è un vero incanto quando questo sensore da 24 megapixel raggiunge i 6400 ISO.

FujiFilm X-T2, X100F e X70

Ho posseduto una Fuji X70 negli ultimi 3 anni. Avevo bisogno di una fotocamera più piccola per completare il mio più grande sistema DSLR per una vacanza che stavo pianificando. La X70 è stata perfetta, mi sono innamorata della fotocamera ed è diventata la mia borsa quotidiana.

Un paio di anni dopo FujiFilm Canada ha fatto una promozione per sensibilizzare sulle proprie macchine fotografiche e ho avuto l’opportunità di noleggiare un corpo e due obiettivi per un fine settimana gratuitamente. Dato che ho amato così tanto la X70 e ho considerato di buttarmi completamente nel sistema Fujifilm, ho colto al volo l’occasione e ho noleggiato la X-T2 e la X100F separatamente nel corso di un paio di mesi. Ho abbinato l’X-T2 con il 16mm 1.4 e il 23mm 2.0 e ho adorato i risultati.

C’è una ragione per cui il 16mm 1.4 è un obiettivo molto apprezzato da molti tiratori Fuji famosi. È una bellissima interprete, ti invita a impegnarti in alcune riprese davvero creative e ho adorato la sensazione tutta in metallo e l’ergonomia di entrambi gli obiettivi.

X100F

Ho amato la gestione delle fotocamere, in particolare l’X-T2. Il peso dell’X100F in realtà mi ha sorpreso e mi ha fatto riflettere due volte sull’utilizzo di questa fotocamera come borsa giornaliera per sostituire la mia FujiFilm X70. Ma una cosa era certa, le foto erano eccellenti. Sono stato in grado di ottenere i risultati desiderati da queste fotocamere e mi hanno liberato per lavorare per scatti più duri e più creativi.

I file erano fantastici, ma ai miei occhi non fornivano le elevate prestazioni ISO e la sensazione magica soggettiva del sensore D610.

X-T2

Il mio cuore adorava i Fujis, ma la mia mente non poteva rinunciare all’idea di perdere le immagini della D610. A volte mi chiedo davvero se sono troppo pignolo riguardo al “compromesso” della qualità dell’immagine del sistema Fujifilm.

Avere una fotocamera e obiettivi più piccoli è davvero attraente; essere in grado di avere un sistema di fotocamera con obiettivo intercambiabile portatile per portare con me più posti in cui desidero più versatilità della gamma focale rispetto a ciò che la mia Fuji X70 è in grado di offrire. Il concetto di “abbastanza buono” non mi si perde, e quando mi fermo davvero, metto in pausa e rivedo i file Fujifilm X-T2 e X100F, sembrano certamente “abbastanza buoni”.

Ma ho una preferenza soggettiva per i lievi, ma evidenti ai miei occhi, benefici del D610.

Autofocus

Anche le carenze della fotocamera, inclusi l’autofocus in condizioni di scarsa illuminazione e il numero limitato di punti di autofocus raggruppati al centro del mirino, possono essere risolti con soluzioni creative. Trovare un punto di messa a fuoco ad alto contrasto vicino a dove si desidera mettere a fuoco o afferrare l’anello di messa a fuoco per far funzionare la ripresa, e sono migliorato nella messa a fuoco manuale, che è stato molto divertente da imparare.

Spesso sto cercando di catturare bambini in rapido movimento, quindi ho bisogno di usare una velocità dell’otturatore di almeno 125 e naturalmente ho bisogno di mettere a fuoco per inchiodare rapidamente, quindi la messa a fuoco manuale è un ottimo modo per provare a ottenere i miei scatti e l’autofocus ovviamente quando possibile.

È qui che mi viene la tentazione di raccogliere un mostro autofocus full frame mirrorless come una Sony a7 III. Sono stato anche tentato dalla Nikon Z6 poiché l’autofocus e le prestazioni in condizioni di scarsa luminosità sembrano abbastanza buone e un miglioramento rispetto alla D610. Ma non sono pazzo per l’idea di girare la Z6 con l’adattatore FTZ. L’ergonomia significa molto per me e, per qualche ragione, scattare obiettivi adattati sembra una soluzione tutt’altro che ideale, anche se sono sicuro che il prodotto finale sarebbe abbastanza buono. Non sono venduto sulla redditività a lungo termine della Serie Z, e penso che questo sia ciò che mi impedisce di saltare (ovviamente, e il mio budget limitato!).

Cosa riserva il futuro?

Quello che mi piace di aver girato negli ultimi 5 anni con la Nikon D610 è che la fotocamera ha resistito decentemente a causa dell’usura e dell’uso quasi quotidiano. Certo, la gomma si assottiglia e sembra usata, ma ha una certa aderenza con la mia mano e la mia presa e ora mi sembra un’estensione di me. Dovrò sostituirlo un giorno o l’altro nel prossimo anno, e sto pensando a ciò con cui lo sostituirò.

Opzioni di Nikon

Resto con Nikon e continuo a utilizzare la mia eccellente raccolta di numeri primi veloci? Sembra un’ottima opzione che mi risparmierebbe di dover comprare tutti i nuovi obiettivi. Adoro l’idea di prendere una Nikon Df usata. Adoro il sensore D4 nella fotocamera e le manopole di controllo fisico mi danno davvero l’idea che avrei trovato un partner permanente per il mio vetro Nikon F-mount. Se dovessi ritirare la Df, sarebbe con me per tutta la vita – non potrei immaginare di vendere quella macchina fotografica. Questo approccio assicurerebbe anche che sono in grado di mantenere le lenti che mi sono state donate.

Mentre ci sono volte in cui penso di vendere l’intero kit, la nostalgia e l’elemento sentimentale di mantenere queste lenti sono soddisfatte mantenendole. Posso vivere con l’autofocus della Df, e le prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione che trarrebbero vantaggio dalle riprese in interni come farei sarebbero magiche. Così allettante!

Considero anche il ritiro di una Nikon D750 usata o nuova. Adoro l’ergonomia e la presa profonda, e il corpo della D750 ha una sensazione più premium e più stretta rispetto alla D610 e sarei felice di usare questa fotocamera. Mi piace l’idea dello schermo flippy, ma senza la messa a fuoco automatica rapida e affidabile in live view non vedo l’utilità come farei con uno schermo a fogli mobili su una fotocamera mirrorless. La messa a fuoco automatica migliorata, in particolare in condizioni di scarsa illuminazione, è una grande caratteristica di vendita per me, ma i punti di messa a fuoco automatica rimangono raggruppati attorno al centro del mirino, il che mi richiederà di mettere a fuoco e ricomporre ciò che voglio evitare di dover fare, per catturare il bambini in rapido movimento che ho!

Questo lascia la Nikon Z6. Potrei adattare tutti i miei obiettivi tranne il 24mm 2.8 D, che non era troppo costoso, quindi non troppo di una perdita, ma la necessità di adattare i miei obiettivi per il futuro prevedibile non è un’idea di cui sono pazzo, nonostante guadagno dell’autofocus che otterrei, insieme alla possibilità di autofocus usando lo schermo a fogli mobili mentre guardo in basso verso la vita, cosa che mi è davvero piaciuta fare da quando mi sono abituato sul Fuji X70.

Opzioni Fujifilm

Vorrei passare a Fujifilm come la prossima opzione fotografica preferita. Adoro la mia X70 e lo stile del telemetro. Ho guardato per un po ‘di tempo il Fuji X-E3: piccolo, leggero e lo stesso sensore e processore delle ammiraglie della precedente generazione di X-T2 e X-Pro2. L’X-E3 non ha lo schermo a fogli mobili, il che è un peccato, dal momento che mi è piaciuto molto usarne uno, ma gli altri compromessi per le dimensioni lo compensano.

Vorrei una fotocamera Fujifilm che offrisse la stessa robustezza della mia D610 e potesse resistere alla prova del tempo. Non voglio un corpo macchina che mi dia problemi – nel corso del tempo ho sentito alcuni problemi di qualità di costruzione dell’X-T2, e mentre quella sarebbe una grande opzione a basso costo, mi fa pensare due volte. Aveva lo schermo a fogli mobili, quindi è una bella funzionalità e qualcosa che l’X-Pro2 non ha. Altrimenti, questo mi lascia pensare che l’X-Pro3 potrebbe essere un’ottima opzione: vedo le opzioni di duratura che forniscono una durata aggiuntiva nel tempo, che è esattamente quello che voglio, e con lo schermo a fogli mobili nascosto, la mia rugosità con le mie fotocamere e questa funzione consente di mitigare un po ‘il bashing dello schermo retro-LCD.

Scrivere i miei pensieri per la mia recensione della D610 e pensare a quello che potrebbe essere il prossimo per me, mi ha lasciato pensare alle fotocamere più di quanto preferissi fare – mi fa scattare la sensazione che “ho bisogno” di acquistare un’altra fotocamera. Non mi piace questa sensazione! Rimanere concentrato sulla D610 e l’arte della fotografia è ciò che mi dà gioia, non inseguire il più nuovo, più veloce e più bello.

20 Tecniche Di Composizione Che Miglioreranno Le Tue Foto

Non ci sono regole infrangibili quando si tratta di come comporre le fotografie. Dopotutto, a chi piacciono le regole ad eccezione del preside della vecchia scuola o dei capi dei dipartimenti di H.R.? Esistono tuttavia diverse linee guida che puoi utilizzare per migliorare la composizione delle tue foto.

In questo tutorial, ho elencato 20 di queste linee guida insieme ad esempi di ciascuna. Ho iniziato con quelli più elementari e ho finito con alcune delle tecniche di composizione più avanzate.

Prima di tutto dobbiamo definire cosa si intende per “composizione”. La composizione si riferisce al modo in cui i vari elementi di una scena sono disposti all’interno della cornice. Come ho già detto, queste non sono regole rigide e veloci ma linee guida. Detto questo, molti di loro sono stati utilizzati nell’arte per migliaia di anni e aiutano davvero a realizzare composizioni più attraenti. Trovo che di solito ho una o più di queste linee guida nella parte posteriore della mia mente mentre sto impostando uno scatto.

Inizieremo probabilmente con la tecnica di composizione più nota: la Regola dei terzi.

#1. Regola dei Terzi

Quindi ti ho appena detto che non ci sono regole rigide e veloci quando si tratta di composizione e quindi la prima cosa di cui scrivo è la “regola” dei terzi. A mia difesa, non ho trovato il nome. La regola dei terzi è molto semplice. Dividi la cornice in 9 rettangoli uguali, 3 trasversali e 3 verso il basso, come illustrato di seguito. Molti produttori di fotocamere hanno effettivamente incluso la possibilità di visualizzare questa griglia in modalità live view. Controlla il manuale della fotocamera per vedere come attivare questa funzione.

L’idea è di posizionare gli elementi importanti della scena lungo una o più linee o dove le linee si intersecano. Abbiamo una tendenza naturale a voler posizionare il soggetto principale nel mezzo. Posizionandolo fuori centro usando la regola dei terzi, il più delle volte porterà a una composizione più attraente.

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#2. Centratura e Simmetria

Ora che ti ho detto di non posizionare il soggetto principale al centro dell’inquadratura, ti dirò di fare esattamente il contrario! Ci sono momenti in cui posizionare un soggetto al centro dell’inquadratura funziona davvero bene. Le scene simmetriche sono perfette per una composizione centrata. Hanno un bell’aspetto anche in cornici quadrate.

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Le scene che contengono riflessi sono anche una grande opportunità per usare la simmetria nella tua composizione. In questa foto, ho effettivamente utilizzato un mix di regola dei terzi e simmetria per comporre la scena. L’albero è posizionato fuori centro a destra dell’inquadratura ma l’acqua perfettamente immobile del lago fornisce la simmetria. Spesso puoi combinare diverse linee guida sulla composizione in una singola fotografia.

#3. Interesse in primo piano e profondità

Includere un certo interesse in primo piano in una scena è un ottimo modo per aggiungere un senso di profondità alla scena. Le fotografie sono 2D per natura. Includere l’interesse di primo piano nella cornice è una delle numerose tecniche per dare alla scena un aspetto più 3D.

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In questa fotografia di una cascata nei Paesi Bassi, le rocce nel fiume hanno fornito una fonte perfetta di interesse in primo piano. L’aggiunta dell’interesse di primo piano funziona particolarmente bene con gli obiettivi grandangolari.

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Ho scattato questa fotografia nei Docklands di Dublino. Le bitte del molo lungo la banchina hanno fornito l’interesse di primo piano per questo scatto. Penso che aggiunga un vero senso di profondità alla composizione. La bitta del pontile in questa scena era solo pochi metri davanti a me quando ho scattato questa foto. Includerlo nella cornice ritrae un senso di profondità nella scena includendo un elemento a cui ero abbastanza vicino, nonché il ponte e gli edifici in lontananza e tutto ciò che li separa.

Un amico che era con me quella sera inciampò in una delle bitte e finì per vedere da vicino il fiume Liffey. Questo è un modo per aggiungere profondità alla scena, immagino.

#4. Cornice all’interno della cornice

Scena di inquadratura con arco – Composizione fotografica

Includere un “fotogramma all’interno del fotogramma” è un altro modo efficace per rappresentare la profondità in una scena. Cerca elementi come finestre, archi o rami sporgenti con cui inquadrare la scena. Il “frame” non deve necessariamente circondare l’intera scena per essere efficace.

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Nella foto sopra scattata in Piazza San Marco a Venezia, ho usato l’arco per incorniciare la Basilica di San Marco e il Campanile all’estremità della piazza. L’uso del paesaggio visto attraverso gli archi era una caratteristica comune della pittura rinascimentale come modo di rappresentare la profondità. Come puoi vedere, la piazza era completamente vuota quando ho scattato la foto. Questo è uno dei vantaggi di alzarsi alle 5 del mattino. La mattina presto è uno dei miei momenti preferiti per uscire con la macchina fotografica.

Le cornici non devono essere oggetti artificiali come archi o finestre. La foto sotto è stata scattata nella contea di Kildare in Irlanda. Questa volta, ho usato il tronco d’albero a destra e il ramo sporgente per creare una cornice attorno alla scena contenente il ponte e la casa della barca. Si noti che anche se il “frame” non circonda effettivamente l’intera scena in questo caso, aggiunge comunque un senso di profondità.

L’uso di una “cornice all’interno di una cornice” rappresenta una grande opportunità per usare l’ambiente circostante per essere creativi nelle tue composizioni.

#5. Linee guida

Le linee guida aiutano a guidare lo spettatore attraverso l’immagine e focalizzano l’attenzione su elementi importanti. Qualsiasi cosa proveniente da percorsi, pareti o motivi può essere utilizzata come linea guida. Dai un’occhiata agli esempi seguenti.

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In questa foto della Torre Eiffel, ho usato i motivi sulle pietre per lastricati come linee guida. Le linee sul terreno conducono tutti lo spettatore alla Torre Eiffel in lontananza. Noterai anche che ho usato una composizione centrata per questa scena. La simmetria dei miei dintorni ha fatto funzionare bene questo tipo di composizione.

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Le linee guida non devono necessariamente essere dritte, come illustrato nella figura sopra. In effetti le linee curve possono essere caratteristiche compositive molto interessanti. In questo caso, il percorso conduce lo spettatore a destra del fotogramma prima di oscillare a sinistra verso l’albero. Ho anche usato la regola dei terzi durante la composizione dello scatto.

#6. Diagonali e triangoli

Si dice spesso che triangoli e diagonali aggiungano “tensione dinamica” a una foto. Anche mia suocera fa un ottimo lavoro aggiungendo tensione a qualsiasi scena. Cosa intendiamo per “tensione dinamica”? Questo può essere difficile da spiegare e può sembrare un po ‘pretenzioso. Guardalo in questo modo, le linee orizzontali e le linee verticali suggeriscono stabilità. Se vedi una persona in piedi su una superficie orizzontale piana, sembrerà abbastanza stabile a meno che non inciampi in un pub alle 2 del mattino. Metti quest’uomo su una superficie inclinata e sembrerà meno stabile. Questo crea visivamente un certo livello di tensione. Non siamo così abituati alle diagonali nella nostra vita di tutti i giorni. Inconsciamente suggeriscono instabilità. Incorporare triangoli e diagonali nelle nostre foto può aiutare a creare questo senso di “tensione dinamica”.

Incorporare triangoli in una scena è un modo particolarmente efficace per introdurre la tensione dinamica. I triangoli possono essere veri e propri oggetti a forma di triangolo o triangoli impliciti. Lo spiegherò più dettagliatamente in un momento.

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Questa immagine del Samuel Beckett Bridge a Dublino incorpora molti triangoli e diagonali nella scena. Il ponte stesso è un vero triangolo (in realtà dovrebbe rappresentare un’arpa celtica sul suo lato). Ci sono anche diversi triangoli “impliciti” nella scena. Notare come le linee iniziali a destra della cornice siano tutte diagonali e formino triangoli che si incontrano tutti nello stesso punto. Questi sono “triangoli impliciti”. Avere diagonali che si spostano in direzioni diverse aggiunge molta “tensione dinamica” alla scena. Ancora una volta puoi vedere come ho combinato due tecniche per comporre l’immagine: linee guida e diagonali.

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In questa foto dell’Hotel de Ville di Parigi, i triangoli e le diagonali impliciti creano un senso di tensione dinamica. Non siamo abituati a vedere edifici inclinati ad angoli simili nella nostra vita quotidiana. È leggermente sconcertante per il nostro senso di equilibrio. Questo è ciò che crea la tensione visiva. Puoi anche parlare di tensione dinamica per sembrare intelligente (o fastidiosamente pretenzioso) di fronte ai tuoi amici.

#7. Modelli e trame

Gli esseri umani sono naturalmente attratti dagli schemi. Sono visivamente attraenti e suggeriscono armonia. I motivi possono essere fatti dall’uomo come una serie di archi o naturali come i petali di un fiore. Incorporare i motivi nelle tue fotografie è sempre un buon modo per creare una composizione piacevole. Le trame meno regolari possono anche essere molto piacevoli alla vista.

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La foto sopra è stata scattata in Tunisia. Ho usato lo schema delle pietre per lastricati per guidare l’occhio verso l’edificio a cupola. L’edificio stesso incorpora un modello sotto forma di una serie di archi. Il tetto a cupola completa anche gli archi arrotondati sottostanti.

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In questa seconda foto, anch’essa scattata in Tunisia, mi è piaciuta molto la trama delle pietre sul terreno. Questo è meno regolare dello schema nella prima foto ma il gioco di luci e ombre sulla superficie è molto piacevole. Ci sono anche trame interessanti per essere sulle pareti e sul tetto del passaggio. Potresti anche aver notato che l’arco crea una “cornice all’interno di una cornice” attorno all’uomo e al caffè dall’altra parte dell’arco.

#8. Regola dei Dispari

Nel mondo della fotografia, ci sono certamente molte “probabilità”, ma la “regola delle probabilità” è qualcosa di completamente diverso. La regola suggerisce che un’immagine sia visivamente più attraente se c’è un numero dispari di soggetti. La teoria propone che un numero pari di elementi in una scena sia fonte di distrazione poiché lo spettatore non è sicuro su quale focalizzare la propria attenzione. Un numero dispari di elementi è visto come più naturale e più facile alla vista. Ad essere sincero, penso che ci siano molti casi in cui questo non è il caso, ma è certamente applicabile in determinate situazioni. E se avessi quattro figli? Come decidi quale lasciare fuori dallo scatto? Personalmente, andrei dal futuro potenziale di guadagno.

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La foto sopra è un esempio della regola delle probabilità. Ho deliberatamente inquadrato la scena in modo da includere tre archi. Penso che due archi non avrebbero funzionato altrettanto bene e che avrebbero potuto dividere l’attenzione dello spettatore. È anche successo che c’erano tre persone nella scena. Questa composizione fa anche uso di motivi e “cornici all’interno di una cornice”.

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Nella foto di due gondolieri a Venezia sopra, vedrai che ho completamente ignorato la regola delle probabilità. È vero che la tua attenzione può spostarsi avanti e indietro tra i gondolieri. Comunque è esattamente come è una conversazione tra due persone, avanti e indietro. Per questo motivo, penso che il numero pari di soggetti funzioni in questo caso.

#9. Riempi l’Inquadratura

Riempire la cornice con il soggetto, lasciare poco o niente spazio attorno può essere molto efficace in determinate situazioni. Aiuta a focalizzare completamente lo spettatore sul soggetto principale senza distrazioni. Inoltre, consente allo spettatore di esplorare i dettagli del soggetto che non sarebbero possibili se fotografati da più lontano. Riempire la cornice spesso implica avvicinarsi così da poter effettivamente ritagliare elementi del soggetto. In molti casi, ciò può portare a una composizione molto originale e interessante.

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Nella foto del mio gatto domestico sulla sinistra, noterai che ho riempito completamente la cornice con la sua faccia, anche ritagliando i bordi della testa e della criniera. Ciò consente allo spettatore di concentrarsi davvero su dettagli come gli occhi o le trame nella sua pelliccia. Potresti anche notare che ho usato la regola dei terzi in questa composizione. È un adorabile animale domestico ma dovresti vedere lo stato dei nostri mobili. Ama anche i bambini ma non ne può mangiare uno intero.

Nel secondo scatto della Cattedrale di Notre Dame a Parigi, ho lasciato pochissimo spazio attorno ai bordi dell’edificio. lo scopo di questa fotografia è mostrare i dettagli architettonici della facciata anteriore dell’edificio.

#10. Lascia spazio negativo

Ancora una volta, mi contraddirò completamente! Nell’ultima linea guida, ti ho detto che riempire la cornice funziona bene come strumento compositivo. Ora ti dirò che anche fare esattamente l’opposto funziona bene. Lasciare molto spazio vuoto o “negativo” intorno al soggetto può essere molto interessante. Crea un senso di semplicità e minimalismo. Come riempire la cornice, aiuta lo spettatore a concentrarsi sul soggetto principale senza distrazioni.

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Questa foto di una gigantesca statua del dio indù Shiva a Mauritius è un buon esempio di utilizzo dello spazio negativo. La statua è ovviamente il soggetto principale, ma ho lasciato un sacco di spazio riempito solo dal cielo attorno ad esso. Questo focalizza la nostra attenzione sulla statua stessa dando al soggetto principale “spazio per respirare” per così dire. La composizione crea anche un senso di semplicità. Non c’è nulla di complicato nella scena. È la statua circondata dal cielo, tutto qui. Ho anche usato la regola dei terzi per posizionare la statua a destra della cornice.

#11. Semplicità e Minimalismo

Nell’ultima linea guida, abbiamo visto come lasciare uno spazio negativo attorno al soggetto principale può creare un senso di semplicità e minimalismo. La semplicità stessa può essere un potente strumento compositivo. Si dice spesso che “less is more”. Semplicità spesso significa scattare foto con sfondi semplici che non distraggono dal soggetto principale. Puoi anche creare una composizione semplice ingrandendo una parte del soggetto e concentrandoti su un dettaglio particolare.

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In questa prima foto, ho ingrandito alcune gocce d’acqua su una foglia in un giardino. È un argomento così semplice ma è anche molto bello per la sua semplicità. Un buon obiettivo macro può essere uno strumento molto utile per creare questi tipi di foto.

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In questa seconda fotografia di un albero all’alba, ho fatto uso di uno sfondo molto semplice e ordinato per focalizzare l’attenzione sull’albero. Questa foto fa uso di “spazio negativo” per creare un senso di semplicità e minimalismo. Ho anche usato la regola dei terzi e le linee guida nella composizione.

#12. Isolare il soggetto

L’uso di una profondità di campo ridotta per isolare il soggetto è un modo molto efficace di semplificare la composizione. Utilizzando un’ampia apertura, è possibile sfocare lo sfondo che potrebbe altrimenti distrarre dal soggetto principale.

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In questa foto di un gatto nascosto in una scatola, ho impostato un’apertura di f3.5 che è molto ampia e risulta in uno sfondo molto sfocato. Ciò focalizza l’attenzione sul gatto poiché lo sfondo sfocato ora è meno distratto. Questa tecnica è un modo eccellente per semplificare una composizione. Avrai notato che ho usato anche questa tecnica per focalizzare l’attenzione sulle gocce d’acqua sulla foglia nell’ultima guida.

#13. Cambia il tuo punto di vista

La maggior parte delle foto sono prese dal livello degli occhi. Nel mio caso, sono appena 5 piedi! Alzarsi o abbassarsi può essere un modo per creare una composizione più interessante e originale di un soggetto familiare. Ho visto spesso fotografi naturalisti in particolare sdraiati nel fango sulle loro pance per ottenere lo scatto perfetto.

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Questa foto di Parigi di notte è stata scattata dal tetto della Torre Montparnasse nel 15 ° arrondissement. Ogni volta che visito una città, cerco sempre di vedere se ci sono edifici con piattaforme di osservazione per consentire di fotografare la città dall’alto. Alzarsi ti dà la possibilità di catturare viste spettacolari di una città, soprattutto di notte.

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A volte trovare quel punto di vista perfetto significa bagnare i piedi. Sopra c’è uno scatto che ho scattato mentre ero in piedi in un ruscello a Ballyhoura, nella contea di Limerick, in Irlanda. In realtà ho dovuto aspettare un bel po ‘per far passare una doccia a pioggia e far uscire il sole. Ne è valsa la pena però scendere in basso e catturare il movimento dell’acqua come se scorresse sulle rocce. Avevo bisogno di diversi whisky caldi dopo avermi scaldato.

#14. Cerca combinazioni di colori particolari

L’uso del colore stesso è uno strumento compositivo spesso trascurato. La teoria del colore è qualcosa con cui i grafici, gli stilisti e gli interior designer conoscono bene. Alcune combinazioni di colori si completano bene a vicenda e possono essere visivamente molto sorprendenti.

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Dai un’occhiata alla ruota dei colori qui sopra. Puoi vedere che i colori sono disposti logicamente nei segmenti di un cerchio. I colori che si trovano uno di fronte all’altro sulla ruota dei colori sono detti “colori complementari”. Come fotografi, possiamo cercare scene che incorporano colori complementari come un modo per creare composizioni attraenti e sorprendenti.

Hai mai notato quanti manifesti di film hanno combinazioni di colori blu e giallo / arancione? Questo viene fatto abbastanza deliberatamente per creare pubblicità accattivanti.

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Ho usato personalmente la straordinaria combinazione di colori blu / giallo in questa fotografia della Custom House di Dublino. Le tonalità gialle dell’edificio illuminato contrastano magnificamente con il blu intenso del cielo blu delle ore.

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Il rosso e il blu sono anche colori complementari sulla ruota dei colori. Il Green Shopping Centre di Stephen a Dublino è stato illuminato di rosso per Natale l’anno scorso. Questo è stato molto sorprendente contro il blu profondo del cielo notturno. Adoro fotografare le città durante l’ora blu. Il blu profondo del cielo in questo momento fa da sfondo all’architettura e alle luci della città. Il nero puro del cielo notturno non è così sorprendente e contrasta in modo troppo netto con le luci della città.

#15. Regola dello spazio

La regola dello spazio si riferisce alla direzione verso cui i soggetti nella foto sono rivolti o verso cui si stanno muovendo. Se, ad esempio, stai scattando una foto di un’auto in movimento, nel telaio davanti all’auto dovrebbe esserci più spazio che dietro. Ciò implica che c’è spazio nel telaio in cui l’auto può spostarsi. Dai un’occhiata all’esempio della barca qui sotto.

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In questa foto, la barca è posizionata sul lato sinistro del telaio mentre si sposta da sinistra a destra. Notare come c’è molto più spazio per la barca in cui muoversi di fronte alla sua direzione di movimento (a destra) che dietro di essa. Possiamo immaginare mentalmente che la barca si muova in questo spazio mentre naviga lungo il fiume. Abbiamo anche una locazione subconscia per guardare avanti verso dove si sta dirigendo un oggetto. Se la barca fosse proprio sul lato destro dell’inquadratura, questo ci porterebbe fuori dalla fotografia!

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Questo può essere utilizzato anche per immagini di immagini di persone. La regola dello spazio suggerisce che il soggetto dovrebbe guardare o essere rivolto verso la cornice piuttosto che all’esterno. Dai un’occhiata al musicista nella foto sopra. Ho composto lo scatto con lui seduto sul lato sinistro della cornice. È rivolto a destra (mentre lo guardiamo) nell’area dello spazio tra lui e il bordo destro della cornice. Se fosse stato rivolto dall’altra parte, avrebbe guardato fuori dalla cornice e questo sarebbe strano. Guardando nello spazio nell’inquadratura, ci guida oltre l’uomo appoggiato alla ringhiera e alla coppia che balla sul lato destro.

#16. Regola da sinistra a destra

C’è una teoria che dice che “leggiamo” un’immagine da sinistra a destra nello stesso modo in cui leggeremmo il testo. Per questo motivo, si suggerisce che qualsiasi movimento rappresentato in una fotografia debba fluire da sinistra a destra. Tutto molto bene, ma presuppone che lo spettatore provenga da un Paese in cui il testo viene letto da sinistra a destra. Molte lingue vengono lette da destra a sinistra, come ad esempio l’arabo. Ad essere sincero, ho visto molte fotografie fantastiche che “scorrono” da destra a sinistra.

Una volta sono stato criticato da un giudice per il fatto che una donna in una foto che ho scattato camminava da destra a sinistra. Mi disse che non seguiva la regola “da sinistra a destra”. Ho ricordato al giudice che la foto è stata scattata in Tunisia, dove la gente legge da destra a sinistra. Non ho vinto.

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La foto sopra segue la regola “da sinistra a destra”. La donna che porta a spasso il suo cane nel giardino delle Tuileries a Parigi cammina da sinistra a destra del telaio. Questa foto aderisce anche alla “regola dello spazio”. Noterai che c’è molto più spazio davanti alla donna che dietro di lei. Ha un sacco di “spazio” in cui entrare nel telaio. Ho anche usato la regola dei terzi e una “cornice all’interno di una cornice” per comporre questa fotografia.

#17. Elementi di equilibrio nella scena

La prima linea guida compositiva che abbiamo esaminato in questo tutorial è stata la “regola dei terzi”. Questo ovviamente significa che spesso posizioniamo il soggetto principale della foto sul lato della cornice lungo una delle linee della griglia verticale. A volte questo può portare a una mancanza di equilibrio nella scena. Può lasciare una sorta di “vuoto” nel resto del fotogramma.

Per ovviare a questo, puoi comporre il tuo scatto per includere un soggetto secondario di minore importanza o dimensione sull’altro lato dell’inquadratura. Questo bilancia la composizione senza mettere troppo a fuoco il soggetto principale della fotografia.

Dai un’occhiata a questa fotografia dell’ornato lampione sul Pont Alexandre III a Parigi.

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Il lampione stesso riempie il lato sinistro del telaio. La Torre Eiffel nel contatore della distanza lo bilancia sull’altro lato della cornice.

Potresti aver notato che questo sembra andare contro l’idea di spazio negativo menzionato nella linea guida numero 10. Contraddice anche la “regola delle probabilità” poiché ora abbiamo un numero pari di elementi nella scena. Come ho detto all’inizio di questo tutorial, non ci sono regole infrangibili nella composizione fotografica. Alcune di queste linee guida si contraddicono a vicenda e va bene. Alcune linee guida funzionano bene per alcuni tipi di fotografie e non per altre. È una questione di giudizio e sperimentazione.

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La foto sopra è stata scattata a Venezia. Ancora una volta, un lampione decorativo domina un lato della cornice. Il campanile della chiesa in lontananza fornisce equilibrio sull’altro lato della cornice.

Ciò ha anche un effetto secondario sulla composizione. Il campanile della chiesa in lontananza è ovviamente molto più grande del lampione nella vita reale. Sembra più piccolo nella fotografia in quanto è lontano. Questo aiuta ad aggiungere un senso di profondità e scala alla scena.

#18. Giustapposizione

La giustapposizione è uno strumento compositivo molto potente in fotografia. La giustapposizione si riferisce all’inclusione di due o più elementi in una scena che possono o contrastare tra loro o completarsi a vicenda. Entrambi gli approcci possono funzionare molto bene e svolgere un ruolo importante nel consentire alla foto di raccontare una storia.

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Dai un’occhiata a questa foto scattata a Parigi. Nella metà inferiore del telaio, abbiamo i supporti per libri leggermente ruvidi e pronti pieni di disordine e poster appesi alle cime. Ma soprattutto sorge la magnifica cattedrale medievale di Notre Dame. Questo gioiello architettonico è l’epitome di ordine e struttura a differenza delle bancarelle di libri poco sofisticate ma attraenti di seguito. Sembrano essere in diretto contrasto tra loro eppure lavorano bene insieme. Entrambi rappresentano la città di Parigi in diversi modi. Raccontano una storia su due diversi elementi della città.

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La foto sopra è stata scattata anche in Francia, ma questa volta nel pittoresco paesino di Meyssac nel sud-ovest. In questo scatto, la vecchia Citroen 2CV sembra perfettamente a suo agio di fronte al tipico caffè francese sullo sfondo. I due elementi si completano perfettamente a vicenda. L’uomo con le spalle al bar è il proprietario della macchina e mi è sembrato sorpreso quando ho chiesto se era giusto fare una foto della sua macchina. Mi ha chiesto perché avrei mai voluto fare una foto di “quella vecchia cosa”. Non sembrava rendersi conto di aver involontariamente allestito una scena tipicamente francese parcheggiando di fronte a quel caffè in particolare.

#19. Triangoli d’oro

Sei ancora con me? Ci siamo quasi…. Lo prometto. La composizione dei triangoli dorati funziona in modo molto simile alla regola dei terzi. Invece di una griglia di rettangoli, tuttavia, dividiamo la cornice con una linea diagonale che va da un angolo all’altro. Aggiungiamo quindi altre due linee dagli altri angoli alla linea diagonale. Le due linee più piccole incontrano la linea grande ad angolo retto, come illustrato di seguito. Questo divide la cornice in una serie di triangoli. Come puoi vedere, questo modo di comporre ci aiuta a introdurre un elemento della “tensione dinamica” che abbiamo appreso nella linea guida numero 6. Come per la regola dei terzi, usiamo le linee (dei triangoli in questo caso) per aiutarci posizionare i vari elementi nella scena.

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La foto in alto contiene forti diagonali che seguono le linee dei “triangoli d’oro”. Le scie luminose del traffico seguono perfettamente la linea diagonale che va dall’angolo in alto a destra all’angolo in basso a sinistra. Le cime degli edifici a sinistra sono vicine alla diagonale più piccola a sinistra. La piccola linea sulla destra incontra la linea più grande nell’angolo in alto degli edifici.

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La foto sopra fa uso della “regola dei triangoli” in un modo più sottile. Le teste delle statue creano un “triangolo implicito”. Questa linea ci conduce alla Torre Eiffel in lontananza. La linea più piccola a sinistra incontra la linea più lunga a destra nel punto a metà della Torre Eiffel. La linea più piccola a destra va a destra tra le due statue. La regola dei triangoli può sembrare un modo complesso di organizzare una foto, ma può risultare in alcune composizioni davvero sorprendenti.

#20. Rapporto aureo

Qual è il rapporto aureo? Bene, in realtà è molto semplice: due quantità sono nel rapporto aureo se il loro rapporto è uguale al rapporto tra la loro somma e la più grande delle due quantità. Aspetta, adesso? Ok, se sembra troppo complicato, forse questa formula matematica aiuterà:

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Cosa vuoi dire che sei ancora più confuso adesso?

È vero che all’inizio il metodo del rapporto aureo per comporre una fotografia può sembrare molto complesso. In realtà è abbastanza semplice. È come una versione leggermente più complessa della regola dei terzi. Invece di una griglia normale, la cornice è divisa in una serie di quadrati come negli esempi seguenti. Questo è noto come “Phi Grid”. Puoi quindi usare i quadrati per disegnare una spirale che assomiglia a un guscio di lumaca. Questa è chiamata “spirale di Fibonacci”. I quadrati aiutano a posizionare gli elementi nella scena e la spirale ci dà un’idea di come dovrebbe fluire la scena. È un po ‘come una linea guida invisibile.

Si ritiene che il metodo di composizione della spirale aurea sia in uso da oltre 2.400 anni nell’antica Grecia. È ampiamente usato in molti tipi di arte e architettura come un modo per creare composizioni esteticamente gradevoli. Era particolarmente ben impiegato nell’arte rinascimentale.

Ok, devo ammettere qualcosa qui. In realtà non ho mai intenzionalmente deciso di comporre una fotografia usando il rapporto aureo. Quando ho guardato indietro attraverso le mie fotografie, ho notato che l’avevo usato involontariamente alcune volte.

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Ho scattato questa foto a Venezia. Il ponte e i gradini a sinistra occupano la grande piazza a destra. La spirale di Fibonacci ci conduce quindi da qui attraverso la cima del ponte e giù verso le due donne sedute accanto ad esso. Potrebbe essere stato un incidente fortunato ma sembra funzionare!

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Il rapporto aureo può essere impostato in diverse direzioni. In questa foto scattata a Praga, la spirale ci conduce attraverso il ponte verso il castello sulla riva opposta. Un altro incidente fortunato!

Ovviamente, sarebbe impossibile avere in mente tutte queste linee guida compositive mentre stai girando. Il tuo cervello si scioglierebbe! Tuttavia, un buon esercizio è fare uno sforzo per usarne uno o due ogni volta che esci. Ad esempio, potresti fare una sessione fotografica in cui cerchi situazioni per utilizzare una “cornice all’interno di una cornice”.

Dopo un po ‘scoprirai che molte di queste linee guida sono radicate. Inizierai a usarli naturalmente senza doverci pensare. Come puoi vedere dal rapporto aureo, ne ho persino usato uno senza nemmeno accorgermene!

Spero che questo tutorial ti sia stato utile e che ti aiuti a portare la tua fotografia al livello successivo.

Le 10 migliori fotocamere compatte

Le fotocamere compatte ed il mercato di questo tipo di fotocamera è cambiato parecchio in questi ultimi anni. Gli smartphone hanno decimato il range entry-level delle point-and-shoot un tempo molto popolari, e come risposta le case produttrici si sono concentrate sui modelli più avanzati che fanno presa sui fotografi più “esperti”.

Oltre all’avanzata di sensori di dimensioni sempre più generose, alcune fotocamere compatte ora sono dotate di obiettivi con range di zoom lunghi e diaframmi aperti, e sono dotate di controlli migliori per la regolazione dell’esposizione. La connettività wi-fi è anch’essa ormai routine, in modo da poter trasferire gli scatti velocemente sul telefono.

Molti appassionati di fotografia un tempo erano molto scettici riguardo le fotocamere compatte digitali, ma al giorno d’oggi ci sono molte valide alternative alle reflex digitali e le fotocamere mirrorless.

1. Panasonic Lumix LX100

Panasonic Lumix LX100
Panasonic Lumix LX100

Un classico delle compatte, con un sensore grande, controlli classici e dotata di viewfinder.

Sensore: Micro 4/3, 12.8MP | Obiettivo: 24-75mm, f/1.7-2.8 | Monitor: 3.0-inch, 921,000 dots | Viewfinder: EVF | Scatto continuo: 11fps | Video: 4K | Livello utente: Intermedio/esperto

I fotografi esperti solitamente optano per una Reflex digitale, ma vogliono anche qualcosa da poter infilare in tasca per i giorni in cui la reflex deve rimanere a casa. Solitamente, questo significa scendere a patti con un sensore più piccolo – ma non questa volta. In qualche modo, Panasonic è riuscita ad infilare un sensore CSC micro 4/3 nel corpo macchina di una compatta. E non solo, ha aggiunto un anello del diaframma, una manopola per la regolazione dell’otturatore ED un viewfinder elettronico.  La LX100 era piuttosto costosa quando è uscita, ma il prezzo ha continuato a calare da allora, e rimane ancora adesso una fotocamera eccezionale.

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2. Fuji X70

Fujifilm X70
Fujifilm X70

Ottima per coloro che vogliono un sensore più grande della media e controlli tradizionali.

Sensore: APS-C, 16.3MP | Obiettivo: 28mm, f/2.8 | Monitor: 3.0-inch touchscreen, 1,040,000 dots | Viewfinder: No | Scatto continuo: 10fps | Video: 1080p | Livello utente: Intermedio/esperto

Fuji ha avuto un enorme successo con le sue fotocamere compatte della serie X, e la X70 sembra essere una scelta popolare tra i fotografi che necessitano di una camera piccola con tutte le caratteristiche che offre Fuji per le sue serie X. Il sensore è in formato APS-C, più grande quindi della LX100, e restituisce immagini di qualità superba. L’obiettivo fisso 28mm f/2.8 non è adatto a tutti però, e purtroppo la fotocamera non è dotata di viewfinder. In compenso è presente un touch-screen ruotabile, e controlli manuali estremamente veloci e funzionali.

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3. Panasonic Lumix LX15

Panasonic Lumix LX15
Panasonic Lumix LX15

Sensore: 1-inch type, 20.1MP | Obiettivo: 24-72mm, f/1.4-2.8 | Monitor: 3.0-inch touchscreen, 1,040,000 dots | Viewfinder: No | Scatto Continuo: 6fps | Video: 4K | Livello Utente: Principiante/Intermedio

Panasonic si è fatta strada nel mondo dei sensori cosidetti “1-inch” con la fantastica LX15, il perfetto bilanciamento di performance, caratteristiche e prezzo. Prima, le cattive notizie – non è dotata di viewfinder elettronico, ma l’obiettivo è uno dei più luminosi sul mercato con un’apertura diaframma massima di f/1.4. Aggiungete un design estremamente curato, doppi controlli e touchscreen, AF preciso e video in 4K, ed avrete una delle migliori fotocamere compatte presenti sul mercato.

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4. Panasonic TZ100

Panasonic Lumix TZ100
Panasonic Lumix TZ100

 Sensore: 1-inch type, 20.1MP | Obiettivo: 25-250mm, f/2.8-5.9 | Monitor: 3.0-inch touchscreen, 1,040,000 dots | Viewfinder: EVF | Scatto continuo: 10fps | Video: 4K | Livello utente: principiante/intermedio

Panasonic ha praticamente inventato il genere fotocamera-da-viaggio-comptta-zoom. Ad ogni modo i tempi cambiano, e per restare al passo, Panasonic ha deciso di produrre una fotocamera con le stesse dimensioni delle TZ precedenti, ma di infilarci un sensore più grande. Questo permette ai pixel di essere circa 2.4x più grandi rispetto agli altri modelli, e di conseguenza di ottenere immagini migliori.

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5. Canon PowerShot G7 X II

Canon PowerShot G7 X MARK II
Canon PowerShot G7 X MARK II

Con un nuovo processore, la G7 X II è una delle migliori fotocamere compatte in commercio.

Sensore: 1-inch, 20.1MP | Obiettivo: 24-100mm, f/1.8-2.8 | Monitor: 3.0-inch tilt-angle touchscreen, 1,040,000 dots | Viewfinder: No | Scatto continuo: 8fps | Video: 1080p | Livello utente: Principiante/Intermedio

L’aggiunta dell’ultimo processore DIGIC 7 porta un bel po’ di miglioramenti per quanto riguarda le performance rispetto al modello originale. Lo zoom ottico 4.2x è più lungo di camere come la Sony RX100 IV o la Panasonic LX15, e l’apertura diaframma variabile veloce rende la G7X II una fotocamera estremamente versatile anche quando i livelli di luce si abbassano.

Clicca qui per leggere le specifiche dettagliate della Canon PowerShot G7X II su Amazon.itFuji X100T

6. Fuji X100T

Fujifilm X100T
Fujifilm X100T

Sensore: APS-C X-Trans, 16.3MP | Obiettivo: 35mm, f/2 | Monitor: 3.0-inch, 1,040,000 dots | Viewfinder: Hybrid optical/EVF | Scatto continuo: 6fps | Video: 1080p | Livello utente: Esperto

La X100T è un piacere per gli occhi e all’utilizzo, ma non è per tutti! E’ relativamente grande, ha uno stile retro e una lunghezza focale fissa equivalente di 35mm f/2.0. E’ progettata per i fotografi che amano la sensazione di “pesantezza” ed i controlli esterni manuali di un rangefinder tradizionale 35mm. E’ una camera relativamente specializzata che va utilizzata per un certo tipo di fotografia (street ad esempio).

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7. Sony RX100 IV

Sony RX100 IV
Sony RX100 IV

Sensore: 1-inch, 20.1MP | Obiettivo: 24-70mm, f/1.8-2.8 | Monitor: 3.0-inch tilt-angle display, 1,228,800 dots | Viewfinder: EVF | Scatto continuo: 16fps | Video: 4K | Livello utente: Intermedio/Esperto

La RX100 originale di Sony è stata una fotocamera di bandiera che ha unito un sensore 1-inch in un corpo macchina in metallo compatto, dotato di controlli e qualità di immagine che richiedono i veri appassionati. La RX100 IV va un passo oltre, con un nuovo sensore progettato per la cattura di dati ad alta velocità. Questo significa che è possibile girare video in 4K, slow motion 40x e 16fps in modalità scatto continuo. E non dimentichiamo l’ottimo viewfinder elettronico di cui molte rivali sono sprovviste. E’ sicuramente un’opzione costosa, ma se state cercando una camera vesatile, tascabile e con un obiettivo zoom di qualità, non rimarrete delusi.

Clicca qui per leggere le specifiche dettagliate della Sony RX100 IV su Amazon.itPanasonic FZ1000

8. Panasonic Lumix FZ1000

Panasonic Lumix FZ1000
Panasonic Lumix FZ1000

Sensore: 1-inch, 20.1MP | Obiettivo: 25-400mm, f/2.8-4 | Monitor: 3.0-inch articulating display, 921,000 dots | Viewfinder: EVF | Scatto Continuo: 12fps | Video: 4K | Livello utente: Intermedio

Il trend dell’adozione di sensori sempre più grandi si fa notare anche nella Panasonic FZ1000. Le fotocamere Bridge sono estremamente popolari perchè offrono un enorme range di zoom ad un costo molto contenuto. Per progettare un grosso zoom però, i produttori devono utilizzare un sensore più piccolo – ed è qui che Panasonic ha optato di sacrificare un po di zoom per mantenere elevata la qualità dell’immagine.

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9. Sony RX10 III

Sony RX10 III
Sony RX10 III

Sensore: 1-inch CMOS, 20.2MP | Obiettivo: 24-600mm, f/2.4-4 | Monitor: 3.0-inch tilt-angle display, 1.23m dots | Viewfinder: EVF | Scatto continuo: 14fps | Video: 4K | Livello utente: Intermedio/Esperto

Sony ha preso il 24-200mm della RX10 II e l’ha messo sotto steroidi, con la nuova lente che copre un range assurdi di 24-600mm. L’apertura di diaframma è di f/2.4-4. Il sensore è in grado di restituire immagini estremamente dettagliate, mentre le performance a ISO elevati sono decisamente degne di nota. Il feeling è quello di una reflex digitale. Non dimentichiamo la capacità di registrare video in 4K. L’unico difetto forse è il prezzo leggermente elevato anche paragonato con alcune reflex digitali e mirrorless decisamente allettanti.

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Leica Q10. Leica Q

Leica Q
Leica Q

Sensore: Full-frame, 24.2MP | Obiettivo: 28mm f/1.7 | Monitor: 3.0-inch touchscreen, 1,040,000 dots | Viewfinder: EVF | Scatto Continuo: 10fps | Video: 1080p | Livello Utente: Esperto

Quando la fotografia era principalmente analogica, la maggior parte delle fotocamere utilizzavano rullini da 35mm, le stesse dimensioni del sensore di una reflex digitale professionale. Questo significava che ogni fotocamera dotata di un obiettivo decente era in grado di produrre ottime immagini. La fotografia digitale ha cambiato questo aspetto e molte fotocamere compatte con sensori più piccoli hanno reso più difficile ottenere buone foto. Leica e Sony sono le uniche compagnie che producono una fotocamera compatta con sensore full-frame, e mentre le Sony RX1 sono fantastiche, la Leica Q (Typ 116) ci hanno completamente fatto innamorare. Il più grosso difetto è il prezzo, inutile girarci intorno. Ma per una grossa fetta del vostro conto in banca avrete una camera con un obiettivo Leica Summilux 28mm f/1.7 ASPH, un viewfinder elettronico stupendo con 3,680,000 dots, un display 3 pollici touch da 1,040,000-dot, autofocus da livelli professionali e controlli manuali. Nonostante il prezzo, Leica non riesce a produrre abbastanza modelli da soddisfare tutta la domanda per questo gioiello.

Le migliori fotocamere per Video

Ci sono tante opzioni per il video 4K, ma qual’è la migliore?

Panasonic GH5s mirrorless camera

Quali le migliori fotocamere per video?Che vi stiate avventurando nel mondo del video per la prima volta, o stiate cercando una nuova fotocamera per stare al passo con la richiesta sempre maggiore di video 4K, troverete le migliori fotocamere per video che potete acquistare oggi.

C’è sempre stata una sovrapposizione tra fotografia e video, ma è solo negli ultimi anni che le fotocamere di livello consumer sono state commercializzate come adatte ad entrambe le cose.

Che si usi una Reflex o una mirrorless, ai fotografi viene sempre più spesso richiesto dai clienti di girare anche video, ed i produttori di fotocamere stanno incorporando capacità video sempre più sofisticate nelle fotocamere più diffuse. E’ una rivoluzione che non possiamo ignorare, come non possono farlo i fotografi professionisti e semi-professionisti.

Di seguito, abbiamo messo insieme sette delle fotocamere più interessanti con capacità di girare video 4K in un vasto range di prezzi, compresi due modelli progettati espressamente per il video-making.

Punti in comune

Ciò che accomuna tutte queste camere è la possibilità di girare in 4K. Non tutti necessitano di una fotocamera con video 4K, in quanto il Full HD è più che sufficiente in molte situazioni. Ma il 4K stà rapidamente diventando una specifica mainstream, ed è anche un modo per assicurare ai clienti la “prova del tempo” per i loro video, così che un video girato oggi non risulti oblsoleto fra 5 anni.

Continuate a leggere per la nostra scelta di migliori fotocamere per il film making con capacità video 4K – ed i migliori prezzi…

Le migliori camere 4K per il video

1. Fujifilm X-H1

Questa fotocamera 4K ha le migliori specifiche tecniche per questo prezzo.

Tipologia: Mirrorless | Sensore: APS-C | Risoluzione: 24.3MP | Attacco obiettivo: Fujifilm X | 4K frame rates: 30, 25, 24p | 4K crop factor: 1.17x | Standard ISO range: 200-12,800 | Memory cards: 2x SD/SDHC/SDXC (UHS II)

La X-H1 è la top gamma di Fujifilm per quanto riguarda i sensori APS-C con attacco X-mount, ed è la prima della gamma Fujifim X ad essere dotata di stabilizzatore integrato, che lavora in sincronia con lo stabilizzatore ottico presente in molti obiettivi Fujifilm.

La X-H1 può girare video 4K UHD e DCI, con un bitrate fino a 200Mbs ed è dotata di opzione F-Log gamma. E’ dotata inoltre di un nuovo simulatore di pellicola Eterna, che può essere utilizzato con il dinamic range della fotocamera impostato fino a 400%. C’è purtroppo del crop-factor presente quando si gira in 4K, ma è relativamente piccolo a 1.17x.

Qualità al top

Con video cristallini sia indoor che outdoor, quello che manca in specifiche high-end video lo recupera in qualità del 4K. Questa fotocamera nei nostri test ha dato i migliori risultati con il minor sforzo.

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2. Panasonic Lumix GH5S

Fantastica per i video in 4K – Non così fantastica per le foto

Tipologia: Mirrorless | Sensore: Micro Four Thirds | Risoluzione: 10.28MP | Attacco obiettivo: Micro 4/3 | 4K frame rates: 60, 50, 30, 25, 24p | 4K crop factor: 1x | Standard ISO range: 160-51,200 | Memory cards: 2x SD/SDHC/SDXC (UHS II)

Panasonic ha fatto delle ibride 4K la sua specialità, ma con la GH5S è andata un passo oltre, sacrificando la pura risoluzione per fare spazio a specifiche video high-end. Il sensore da 10MP perde ogni appeal per la fotografia, ma si rivela ideale per il 4K, specialmente visto che si tratta di un sensore Multi Aspect.

Questo permette di girare video in 17:9 Cinema 4K e 16:9 4K UHD, in aggiunta ai classici 3:2 e 4:3 delle foto, il tutto senza che la lunghezza focale vari cambiando da una modalità all’altra. A differenza di quasi tutte le fotocamere crossover, può catturare video 4:2:2 a 10 bit internamente per utilizzo con SD ad alte prestazioni. La GH5S è dotata inoltre di V-logL Panasonic.

Modalità speciali

Una modalità preinstallata per aumentare il range dinamico, e mentre molte delle sue rivali hanno un limite di tempo in registrazione di 30 minuti, la GH5S supporta registrazioni illimitate (fino a riempimento della SD usata). La performance è a livelli alti, ottimi video contrastati e con resa cromatica perfetta.

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3. Canon EOS C300 Mark II

Un’ottima camera in 4K, ma solo per professionisti veri.

Tipologia: Mirrorless | Sensore: Super 35mm | Megapixels: 8.85MP | Attacco obiettivo: Canon EF | 4K frame rates: 60, 50, 30, 25, 24p | 4K sensor crop factor: 1x | Standard ISO range: 160-25,600 | Memory cards: 2x CFast 2.0 (4K), 2x SD (FHD only)

La C300 Mark II è il modello di mezzo della linea Canon EOS Cinema, e mentre è decisamente più costosa di quasi tutte le camere presenti su questa lista, si spinge decisamente oltre nel soddisfare le esigenze dei professionisti del video. Con un design modulare più adatto all’utilizzo combinato con monitor esterni, maniglie, anelli ed equipaggiamento audio.

Nuovo sensore

Utilizza un sensore Super 35mm CMOS simile in dimensioni ad un APS-C e corrispondente al vecchio 35mm movie format. Il sensore da 8MP cattura video 4K senza crop, ed è in grado di registrare video 4:2:2 10 bit internamente su doppie card CFast. Può anche catturare 4K RAW su un registratore esterno.

Il filtro ND integrato è estremamente utile in esterna, e sono totalmente assenti gli artefatti provocati dall’otturatore in tutte le nostre prove di panning. Ad ogni modo, la maneggevolezza complicata ed il fatto di dipendere dal formato MFX rende questa camera un oggetto per esperti, non per amatori.

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4. Sony A7R III

Ottima tuttofare adatta a video e foto professionali.

Tipologia: Mirrorless | Sensore: Full frame | Risoluzione: 42.4MP | Attacco obiettivo: Sony E | 4K frame rates: 30, 24p | 4K sensor crop factor: 1x, Super 35mm | Standard ISO range: 100-32,000 | Memory cards: 1x MS/SD, 1x SD/SDHC/SDXC (UHS II)

Sony si è fatta la sua reputazione tra i videographers con le sue fotocamere mirrorless. La A7S II è probabilmente quella più video-centrica della serie A7, ma è anche la più vecchia e probabilmente verrà presto rimpiazzata. Abbiamo quindi optato per la A7 III per questo confronto, essendo praticamente equivalente sia nel comparto video che foto.

Con un sensore di 42.2 MP, offre la seconda risoluzione più alta fra le fotocamere testate qui, e può girare in 4K o in 5K oversampled nella sua modalità crop Super 35mm, che a detta di sony offre la miglior qualità possibile.

La modalità HLG (Hybrid Log Gamma) è inclusa, insieme a Log2 e S-Log3 per un range dinamico maggiore. La resa di colori è molto buona, ma mentre il 4K full-frame è utile per evitare il crop factor dell’obiettivo, preferiamo il più nitido formato Super 35mm.

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5. Olympus OM-D E-M1 Mark II

Ottima qualità video e stabilizzazione.

Tipologia: Mirrorless | Sensore: Micro Four Thirds | Risoluzione: 20.4MP | Attacco obiettivo: Micro Four Thirds | 4K frame rates: 30, 25, 24p | 4K sensor crop factor: 1x | Standard ISO range: 200-25,600 | Memory cards: 1x SD/SDHC/SDXC UHS I, 1x SD/SDHC/SDXC UHS II

Quando si parla di camere con video 4K, Olympus non ha la stessa reputazione delle sue colleghe micro 4/3 Panasonic, ma la sua OM-D E-M1 Mark II offre tools potenti per la realizzazione di video.

Può girare sua 4K UHD che Cinema 4K a 30 o 24 fps, e con un bitrate massimo di 237Mbps, che è piuttosto buono se consideriamo che è comunque una fotocamera di fascia consumer. E’ dotata inoltre dello stabilizzatore 5-axis di Olympus, che lavora insieme allo stabilizzatore presente in molti obiettivi Olympus.

Questa Olympus cattura video crispi, limpidi e con un look naturale, ma è difficile avere una profondità di campo cinematografica a causa del sensore micro 4/3 di dimensioni ridotte.

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6. Nikon D850

La migliore nel comparto foto, ma gira anche ottimi video

Tipologia: DSLR | Sensore: Full frame | Megapixels: 45.7MP | Attacco obiettivo: Nikon F | 4K frame rates: 30, 25, 24p | 4K sensor crop factor: 1x | Standard ISO range: 64-25,600 | Memory cards: 1x XQD, 1x SD/SDHC/SDXC (UHS I)

Come reflex ad alta risoluzione multi funzione, la Nikon D850 è bene o male la rivale diretta della Canon EOS 5D Mark IV (numero sette su questa lista).

Questa tuttavia offre una risoluzione maggiore, e tramite l’utilizzo di un battery grip, una maggiore velocità di scatto a raffica. I vantaggi nel comparto video sono il video 4K senza crop factor, così che il vostro obiettivo avrà lo stesso angolo di visione per il video e le foto.

Un altro vantaggio è che può mandare in output video 4:2:2 8 bit ad un registratore esterno, mentre l’output esterno della EOS 5D Mark IV è limitato a un Full HD. Non ci sono modalità log, che è un peccato, e la D850 si affida ad un sistema di rilevamento del contrasto per l’autofocus video, che rallenta leggermente le cose.

La qualità è estremamente buona anche se con un lieve effetto dell’otturatore se la si muove troppo velocemente.

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7. Canon EOS 5D Mark IV

Ottima quando è uscita, forse superata oggi dalle sue rivali

Tipologia: DSLR | Sensore: Full frame | Megapixels: 30.4MP | Attacco obiettivo: Canon EF | 4K frame rates: 30, 25, 24p | 4K sensor crop factor: 1.74x | Standard ISO range: 100-32,000 | Memory cards: 1x CF (UDMA 7), 1x SD/SDHC/SDXC (UHS I)

Canon è sempre stata avanti rispetto alla concorrenza nel mercato reflex, e la EOS 5D Mark IV è una tuttofare che ha colpito nel segno tra i professionisti per la sua durata, versatilità e prezzo relativamente competitivo.

Video 4K

Anche questa fotocamera naturalmente gira video 4K, anche se con alcune limitazioni. Primo, il 4K non utilizza l’intera larghezza del sensore, è infatti presente un crop factor piuttosto sostanziale di 1.74x. Secondo, mentre questa fotocamera supporta la modalità Log Gamma, questa è disponibile solo a pagamento recandosi presso un centro assistenza Canon.

Con nostro stupore, questa camera registra in 4K solo su memory card, è possibile utilizzare un recorder HDMI esterno ma solo per il formato full HD. I files Motion JPEG sono enormi, ed il crop factor del 4K rende i grandangoli più complicati da realizzare, ma la qualità si è rivelata ottima sia in esterna che in indoor. Da segnalare che l’effetto rolling shutter se è rivelato il peggiore tra le fotocamere in lista.

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Terminologie chiave del gergo 4K spiegate

4K UHD vs Cinema 4K

Quello a cui si riferiscono la maggior parte delle persone parlando di “4K” è in realtà l’UHD, o 3840×2160 pixels; in realtà non arriva a 4000 pixels di larghezza. Ad ogni modo ha lo stesso ratio 16:9 del Full HD, con il triplo della risoluzione in orizzontale e in verticale. Il vero Cinema 4K, spesso chiamato DCI 4K, ha una risoluzione di 4096×2160 pixels, con un ratio leggermente diverso di 17:9.

Autofocus

La maggior parte di produttori oggi offre autofocus a fase ibrida o a contrast detection, entrambi sistemi molto veloci e precisi. La realtà è che la maggior parte dei video-makers preferisce la messa a fuoco manuale.

Profondità di Bit

La maggior parte delle fotocamere catturano video 8-bit, che ha limitazioni simili al JPEG 8-bit che può deteriorarsi e mostrare artefatti con l’editing pesante (o “grading” per usare terminologie video). Alcune fotocamere girano video 10-bit, che offrono uno spazio più ampio per l’editing successivo.

Bitrate

Il livello di compressione applicato al video girato. Come regola generale, maggiore la compressione (bitrate più basso) produce files più piccoli ma con qualità inferiore, mentre una compressione più bassa (bitrate più alto) produce files con qualità e dimensioni maggiori.

The Fujinon MK50-135mm T2.9, mounted here on a Fujifilm X-H1 body

Obiettivi cinematografici

I normali obiettivi vanno bene per il video, ma i cinematografici hanno delle specifiche che rendono il tutto più facile. Usano i T-stops invece degli F-stops, e molti hanno sistemi di diaframma silenziosi per regolazioni dell’esposizione silenziosa. Alcuni hanno anche ruote dentate che lavorano con sistemi di pull-focus professionali.

Colour sampling

Il video è girato con un canale luminance e due canali chroma. Comprimere dati chroma è meno dannoso per la qualità e questa compressione è definita con un ratio. In un mondo perfetto, le fotocamere registrerebbero video 4:4:4, ma generalmente i canali chroma sono compressi, ad esempio a 4:2:0 (basic) o 4:2:2 (migliore).

Crop factor

Non tutte le fotocamere catturano video 4K su tutta la superficie del sensore. Le fotocamere normali solitamente hanno sensori di risoluzione maggiore di quanto richiesto, quindi alcuni produttori andranno a croppare l’area del sensore per ridurre il processing o semplicemente produrranno video con un ratio 1:1 in 4K. Questo andrà a produrre un crop factor potenzialmente fastidioso.

The Atomos Shogun Inferno records Full HD and 4K footage from compatible cameras

Recorder Esterno

Le videocamere possono girare video compressi direttamente sulla memory card, ma solitamente è anche possibile registrare video non compressi verso un recorder esterno collegato all’uscita HDMI. Questo permette di alzare la qualità e lo spazio di archiviazione a disposizione, e molti di questi recorder sono dotati di schermi che permettono di analizzare più chiaramente la scena ripresa.

Frame rate

Il frame rate tradizionale per i film è 24fps, mentre per le trasmissioni TV PAL è di 25fps e per quelle NTSC è 30fps. Ora che la maggior parte del video è trasmesso in digitale, la vecchia distinzione tra PAL e NTSC è meno rilevante, ma il frame continua ad incidere sul look del video.

Interlacciato vs progressivo

L’interlacing è una vecchia tecnologia dove campi di linee dispari e parallele sono intrecciate tra di loro. Risparmia sulla potenza di calcolo e la banda (per la trasmissione) ma la qualità non è buona come con il progressivo, dove ogni frame è catturato nella sua interezza. Il video interlacciato ha il suffisso “i” mentre il progressivo “p”.

Intra-frame vs inter-frame (IPB)

Si parla di compressione Intra-frame quando viene compresso ogni frame individualmente ottenendo così una qualità maggiore. La compressione Inter-frame invece “registra” solo i cambi tra i frames chiave. La scelta viene espressa in “All-I” (intra-frame) o “IPB” (inter-frame).

Log modes

Queste sono in grado di catturare video “piatti” con un range maggiore destinati poi all’editing in seguito. Tutti i produttori di fotocamere hanno le loro versioni di log modes, come S-Log di Sony o C-Log di Canon. Queste modalità rendono una fotocamera davvero orientata verso il video.

The RØDE VideoMic Pro is a high-quality, affordable microphone for DSLR and mirrorless users

Microfono

Il microfono interno delle fotocamere, stereo o no, non avrà mai la qualità audio di un microfono direzionale, quindi un microfono esterno è un accessorio essenziale se si punta alla qualità. Potrete utilizzare un microfono a fucile come il RODE VideoMic Pro, od un modello wireless lapel da attaccare all’abbigliamento per registrare i dialoghi.

The Rotolight NEO 2 is a popular light panel for filmmakers

Luci LED

naturalmente, non si può usare il flash per il video, quindi se intendete utilizzare luce artificiale avrete bisogno di luce continua. I pannelli LED sono la scelta migliore per il video perchè hanno un’ottima autonomia e forniscono un buon livello di illuminazione per tutta la durata della batteria senza praticamente surriscaldarsi. I modelli più avanzati offrono anche la possibilità di variare la temperatura del colore.

Live view

Le fotocamere mirrorless hanno il vantaggio di offrire il live view costante sia sullo schermo sul retro che nel viewfinder. Le reflex lo fanno solo sullo schermo posteriore perchè devono girare con lo specchio alzato.

Memory cards

i produttori di memory cards indicano una velocità massima di trasferimento, utile per capire la loro performance per la fotografia, mentre per il video avremo bisogno di una velocità minima continuata. Non è la stessa cosa, quindi molti produttori hanno iniziato ad indicare entrambi i valori. Il minimo per il video 4K è 10MB/s (Classe 10, UHS Classe 1, V10); 30MB/s è preferibile (UHS Classe 3, V30) mentre 60MB/s è l’ideale (V60). Imparate a leggere tutto ciò che viene indicato sulla vostra memory card.

Oversampling

Una tecnica di processing in cui il video viene catturato a risoluzione maggiore e ridotto in seguito a 4K. Questo può produrre una qualità migliore ed è utilizzato a volte nelle fotocamere con un sensore di dimensioni molto maggiori a 4K.

Pixel binning

Un modo di combinare gli output dei fotositi così che una risoluzione più alta possa essere utilizzata per produrre video 4K. Non è considerata buona come l’oversampling in termini di qualità.

Dimensione del sensore:

Le camere 4K sono dotate di una varietà di sensori, inclusi full frame, APS-C e Micro 4/3. Il Super 35mm è un sensore usato in videocamere professionali cinematografiche, è grande approssimativamente come un APS-C ma con un rateo più largo.

Schermo orientabile

Molto utile quando si deve filmare angolazioni dal basso o dal pavimento.

Controlli touchscreen

Utili nella videografia perchè sarà meno probabile fare movimenti involontari in caso di necessità di effettuare una regolazione mentre si filma.

Touchscreen control

Useful in videography because you’re less likely to jog the camera if you need to make adjustments while filming.

Treppiede per video

Un treppiede dedicato per il video, come il Manfrotto qui sopra, avrà gambe doppie per stabilità migliorata, e riduzione delle vibrazioni, ed una testa fluida con un braccio per il panning, per movimenti più delicati e precisi della camera. Il Manfrotto Nitrotech N8 ha entrambe le features, insieme ad un sistema di contro bilanciamento che previene la caduta in avanti della camera quando sganciata.

Zebra

Un attrezzo in dotazione a molte camere recenti utilizzato come aiuto per decidere l’esposizione andando a mostrare l’area degli highlights nell’inquadratura, e con la possibilità di andare a regolare la soglia in maniera dettagliata su queste aree.

Come migliorare come fotografo

Due anni fa, ho fatto una pazzia di soldi e ho comprato una macchina fotografica perché avrei sempre voluto provare a fare foto alle stelle. La foto a sinistra in alto era l’unica foto decente su 700 scattata al mio primo tentativo senza senso. La foto giusta è stata scattata circa 2 settimane fa. Non lasciare che i tuoi sogni siano sogni.

Ricordo distintamente la prima volta che una macchina fotografica è stata messa nelle mie mani. Era il matrimonio di uno dei miei cugini più grandi e avevo 10 o 11 anni. Il fotografo era un amico di famiglia, e doveva aver notato che camminavo annoiato e all’oscuro, perché ha preso una delle sue reflex, me l’ha messa in mano con un intero rotolo di film e mi ha detto di aiutarlo a scattare foto.

Nessuna delle foto è risultata. Ero un bambino e non avevo idea di cosa stessi facendo, ma 15 anni dopo, quel momento è ancora cristallino nella mia memoria. Mi ha spinto all’azione, chiedendo fotocamere digitali per i miei successivi compleanni (il mio primo era un point-and-shoot da 3,2 MP), risparmiando i miei soldi di falciatura per tutta l’estate per acquistare una scheda di memoria Compact Flash da 512 MB e scherzando con il vecchio Pentax K1000 che stava raccogliendo polvere nell’armadio di mio padre – ogni volta che potevo permettermi il film e l’elaborazione, cioè.

Sfortunatamente, a metà tra il lavoro in due posti di lavoro, il tentativo di avere successo al liceo, l’inizio del college e passare 2 anni all’estero nell’Europa orientale, mi mancava semplicemente il tempo, i soldi e il know-how per perseguire la fotografia oltre le capacità del mio telefono cellulare, e il mio interesse per la fotografia è svanito.

C’era, tuttavia, sempre una sfumatura di desiderio. Ricordo di essere geloso di amici che possedevano grandi, pesanti, DSLR. Ero verde di invidia quando mia madre decise di comprare a mio padre una Nikon D3200 per il suo compleanno. Lo rubavo spesso per scattare foto e non ci volle molto prima che ne sapessi di più di lui. Il mio momento di possedere una DSLR è arrivato quando ho accettato uno stage in un museo d’arte locale che aveva bisogno di me come fotografo di eventi e videografo. Ho acquistato una Nikon D3300 con un obiettivo kit e un treppiede da $ 20 e ho immediatamente potuto fotografare tutto ciò che era in vista.

In quei primi due mesi, ho provato a fare foto ogni giorno. Non sempre ci sono riuscito, ma mi ha insegnato a cercare costantemente argomenti interessanti. Cresciuta nel cuore dello Utah, la fotografia di paesaggio è stata una scelta naturale: ci sono canyon ogni 30 piedi (a quanto pare), 5 parchi nazionali, una varietà di monumenti nazionali e molto altro da fare di quanto chiunque possa fare in una vita.

Ho trascorso gran parte del mio tempo a fare escursioni nei fine settimana e ho avuto un caro amico con cui farei dei viaggi su strada ogni anno. Glacier o Banff, il Grand Canyon o la California, ovunque suonassero i più emozionanti. La fotografia di paesaggio, come dico spesso, significava semplicemente fare ciò che già avevo fatto, ma riportare le prove.

Fin dall’inizio, ho anche avuto un forte desiderio di fotografare le stelle. Gli umani hanno sempre avuto questo fascino primordiale con le stelle, e l’ho sempre sentito fortemente. Molte notti d’estate crescendo sono state trascorse sul mio tetto a guardare il cielo passare dal tramonto all’ora blu al panorama stellare suburbano. Per questo motivo, anche le stelle sembravano un soggetto naturale e posso ricordare vividamente il mio primo tentativo di catturarle.

Io e il mio amico abbiamo fatto un’escursione su un ripido sentiero fino a un lago nella notte di luna piena. Era quasi buio quando arrivammo a destinazione, ma l’area era splendidamente illuminata. Mi sono avvicinato al lato opposto del lago, ho installato il treppiede e la fotocamera e ho trascorso la maggior parte di un’ora a risolvere i problemi. Semplici concetti fotografici – messa a fuoco, apertura, esposizione – sono diventati meno intuitivi di notte. Ho indovinato le impostazioni, le ho annotate, ho apportato lievi modifiche e ho riprovato. 700 foto terribili e poche ore dopo, abbiamo fatto il lungo trekking di nuovo verso la nostra auto, percorso scarsamente illuminato dalla torcia del cellulare.

Per tutta la notte, la migliore foto che ero riuscito a produrre presentava scogliere luminose e alcune stelle deboli. Le mie aspettative su ciò che avrei potuto fare erano estremamente alte e sicuramente non ero all’altezza, ma alla fine ero elettrizzato di vedere le stelle. Sono uscito la notte successiva, la notte successiva e la notte successiva, sempre in luoghi diversi, diventando sempre più eccitato con ogni fotografia che si avvicinava a rappresentare la visione che avevo di ciò che la mia fotografia poteva essere.

Il seguito di questi sentimenti poteva essere descritto solo come un’ossessione. Mi stavo distraendo sul lavoro perché stavo cercando su Google articoli sulla fotografia notturna. Mi sono iscritto a una dozzina di newsletter su vari siti Web con consigli e suggerimenti. Ho iniziato a fare ricerche sull’attrezzatura il secondo quando mi sono reso conto che, beh, una fotocamera entry-level e un obiettivo kit non avrebbero tagliato. Pensavo di conoscere le fotocamere perché avevo capito i concetti di base di ISO, apertura ed esposizione e (più o meno) il modo in cui lavoravano insieme durante il giorno, ma ho acquistato libri che mi hanno insegnato a capire i loro effetti e usarli oltre il semplice manipolare la luce.

Ho imparato cos’è un sensore di crop e ho subito sofferto per una fotocamera full frame, ho iniziato a studiare la costruzione e i limiti degli obiettivi e ho subito iniziato a ricercare quali obiettivi dovevo acquistare per migliorare la qualità del mio lavoro. Ho letto articoli sulle prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione in varie fotocamere, ho letto della tecnologia dei sensori, ho comprato Photoshop e Lightroom e ho iniziato a guardare tutorial di YouTube sulle tecniche di post-elaborazione della Via Lattea. Il tracciamento delle stelle, il raggruppamento mediano e la fusione focale erano termini che non avevo mai sentito, ma con il tempo ho iniziato a capirli e applicarli.

Altrettanto importante, ho imparato a comporre un’immagine. Ho comprato un paio di libri che mi hanno aiutato a capire la teoria, ma il vero insegnante è stato il processo. Come storico dell’arte esperto, ho studiato artisti del calibro di Ansel Adams, Eadweard Muybridge e William Henry Jackson, anche gestendo le loro stampe originali, nel frattempo cercando di vedere attraverso i loro occhi e capire come vedere il modo in cui vedevano.

Sulla stessa linea, ho studiato il lavoro di famosi pittori di paesaggi romantici del XIX secolo come Thomas Cole e Albert Bierstadt, cercando di capire (e in seguito replicare) ciò che rendeva le loro composizioni avvincenti.

Miracolosamente, durante l’intero processo pluriennale, ho iniziato a vedere miglioramenti. E quando ho visto un miglioramento, il mio interesse è cresciuto invece di scemare. Quel primo anno ho sparato fino a 100 GB di dati fotografici. L’anno successivo, è più che triplicato.

È importante rendersi conto a posteriori che il miglioramento è spesso lento e richiede sempre molto sacrificio e diligenza. Nulla dice sacrificio come fare un pisolino di un’ora e poi dover strisciare fuori da un sacco a pelo caldo per vagare nel deserto tutto da solo (machete in mano, nel caso in cui gli animali selvatici vogliano scherzare).

Durante la settimana della luna nuova, a giugno 2018, ho trascorso 6 giorni su 7 in campeggio, guidando in media 4 ore andata e ritorno in un campeggio abbastanza buio da fotografare il cielo. Ho trascorso 4 di quelle notti dormendo nel sedile del conducente della mia auto mentre il vento ululava fuori. Sono tornato a casa con solo poche immagini utili da elaborare (il buon vecchio Ansel lo ha detto meglio: “12 fotografie significative in un anno sono un buon raccolto.”) Inoltre, ognuna di quelle mattine, ho guidato 1-3 ore a casa per fare un turno di 8-9 ore nel mio lavoro quotidiano.

Raramente vengo pagato per la mia fotografia, ma a parte l’esaurimento e la mancanza di guadagno monetario, sono innamorato di ciò che faccio. Non avrei mai immaginato di essere al punto che le persone vorrebbero che scrivessi delle mie esperienze, che i post di Reddit della mia fotografia sarebbero arrivati in prima pagina (41k voti e conteggi), o che sconosciuti e amici mi avrebbero chiesto consigli – Sono solo un ragazzo che ama il mondo in cui vivo e i cui occhi luccicano come quelli di un bambino ogni volta che guardo il cielo notturno.

Ho ancora molto da imparare e molto da migliorare. Attendo con impazienza il futuro, ma quei momenti formativi come uno studente di fotografia innocente e ingenuo saranno sempre alcuni dei miei preferiti – quando ogni scatto dell’otturatore era un inquieto passo avanti ed ero sempre ansioso di imparare qualcosa di nuovo. Spero che quello spirito iniziale non mi lasci mai.

Penso spesso alla versione di 10 o 11 anni di me stesso che scatta foto di nozze e vorrei poterlo guardare eccitato fare clic via, ma mi sento fortunato a poter provare la stessa eccitazione ogni volta che vedo il mondo attraverso il mio lente o guarda in alto e cerca di immergerti nella bellezza del cielo.

Fotografi: dovreste acquistare un iPhone 11 Pro?

Dovresti comprare un iPhone 11 Pro? Questa è una grande domanda che molte persone hanno avuto in mente da quando Apple ha recentemente rilasciato il suo ultimo smartphone di punta che contiene 3 diverse fotocamere posteriori. Tuttavia, una risposta esauriente a questa domanda non è scontata.

Spiegherò ulteriormente tra un minuto, ma la domanda più semplice, da una prospettiva puramente fotografica, si riduce al tipo di persona che si sta fotografando.

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Innanzitutto, vorrei iniziare dicendo che questo articolo non è destinato a essere un’altra recensione tecnica dei nuovi iPhone. Sono, senza dubbio, i migliori iPhone di Apple fino ad oggi. Pertanto, la discussione qui è principalmente orientata verso le persone che sono fotografi che, per mancanza di una parola migliore, già possiedono e usano una “macchina fotografica tradizionale” su base regolare.

Quindi, per quelle persone che usano principalmente una fotocamera per scattare foto rapide di familiari e amici, scopi di social media o qualsiasi altro uso in cui avere una fotocamera per smartphone eccellente in tasca in ogni momento è ciò che è necessario, quindi, sicuramente, l’iPhone 11 Pro offre probabilmente il miglior array di fotocamere disponibile al momento.

Oppure, se hai solo bisogno di un nuovo telefono, uno con ottime fotocamere e puoi permetterti il prezzo di un iPhone 11 Pro, allora è una scelta fantastica anche per questi motivi.

Ma il problema confuso che vedo per gli altri fotografi là fuori è che le fotocamere degli smartphone, a parte alcune delle loro limitazioni tecniche in termini di risoluzione e gamma dinamica, stanno diventando così buone che le persone, nel mondo più serio delle foto, hanno iniziato a chiedere loro stessi “Perché ho ancora bisogno di una fotocamera tradizionale per scattare le mie foto?”

È una domanda giusta.

E la vera ragione per cui ho scritto questo articolo è che voglio discutere se l’iPhone 11 Pro è creativamente una buona cosa per i fotografi più seri o meno. Significa, è davvero positivo per quelli di noi che di solito usano una fotocamera tradizionale per la maggior parte delle nostre foto? Mi riferisco a coloro che sono avidi appassionati di fotografia, appassionati di dilettanti o anche persone che traggono reddito dalla fotografia.

Quindi, ecco il colpo di scena: poiché sempre più persone sono eccitate dalla comodità di avere una grande macchina fotografica proprio nella tasca frontale, io, come fotografo commerciale di lunga data, ho iniziato a chiedermi se questi rapidi progressi (in un’immagine troppo semplificata tecnologia di avanguardia) sono davvero buoni per noi come possono sembrare?

Sebbene ci siano alcune persone là fuori che fanno cose innovative con le fotocamere degli smartphone, ci sono anche molte immagini poco interessanti create da questo nuovo mezzo di “macchina fotografica sempre in tasca”, e questa è la mia preoccupazione. Detto questo, molti dei principi creativi e tecnici della fotografia vengono trascurati nel processo.

Quando ho iniziato a prendere in considerazione l’idea di acquistare un iPhone 11 Pro, principalmente a causa della sua nuova triade di fotocamere di alta qualità che ho menzionato, mi sono chiesto; “Se avessi quel nuovo iPhone in tasca, smetterò di portare le mie macchine fotografiche tradizionali come faccio spesso adesso?” E dato che la risposta a questa domanda era un possibile “Sì”, ho ritenuto necessario fare un passo indietro.

Se estraggo senza sforzo qualcosa dalla mia tasca, posso quasi indifferentemente puntarlo su qualsiasi soggetto (con pochissima contemplazione di inquadratura o persino messa a fuoco) e scattare una foto istantaneamente, quindi il valore di catturare un’immagine potrebbe diventare altrettanto importante per me come calzini di colore che indosso.

Per me ciò costituirebbe una vera perdita, e forse la creatività e la qualità del mio lavoro ne risentirebbero. E sebbene tutta quella convenienza tecnologica possa sembrare una cosa positiva, è ancora possibile un risultato finale più scarso, anche con l’uso di tecnologie di livello superiore.

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In qualità di fotografo di lavoro, prima di tutto bisogna scegliere il mio background, controllare la profondità di campo e come comporrò e riprenderò qualcosa quando guarderò attraverso il mirino della fotocamera. Queste sono sfaccettature che ritengo siano così essenziali per il processo creativo e il risultato finale. Sono anche passaggi importanti che mi mettono “nella zona”, aprono la mia mente e mi costringono a continuare a sfidare me stesso nel mio gioco.

Così, ho deciso che non volevo essere così compiacente e non ispirato sull’importanza di catturare un momento fugace nel tempo in cui la mia fotografia diventa così semplice e forse anche noiosa. Forse alcune persone non vedranno il pensiero (di divergere da questa nuova tecnologia compatta di alta qualità per la fotocamera dello smartphone) dal mio punto di vista, ma questo è un gioco equo.

E anche se i progressi nella tecnologia della fotocamera per smartphone sono impressionanti, preferirei non soccombere a diventare un bug dell’otturatore per smartphone che fa scattare uno scatto in cui gli sforzi minimi sono investiti in ciò che sto effettivamente girando. Soprattutto, voglio rimanere nitido e continuare ad avvicinarmi alla fotografia come un Lensman OG.

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Credo ancora che una grande foto valga più di mille parole e voglio ancora dire alla gente che l’immagine che sto condividendo con loro è stata scattata con qualcosa di noto come una fotocamera, non semplicemente un comodo dispositivo tascabile con piccoli obiettivi delle dimensioni di un’unghia.

Ma non sono un purista. Sostengo ancora l’argomentazione pratica in fotografia secondo cui non importa come si arriva dal punto A al punto B, purché ci si arriva. E non sto dicendo che l’uso di una DSLR o di una fotocamera mirrorless lo rende un fotografo migliore. O anche che qualcuno che utilizza una fotocamera per smartphone sia meno un fotografo.

Sto solo aggiungendo che il modo in cui approcci l’acquisizione di un’immagine è importante tanto per il risultato finale quanto la tecnologia utilizzata per crearla.

In conclusione, porterò ancora una macchina fotografica tradizionale e sarò costretto a utilizzare i metodi di fotografia più lenti necessari per catturare una foto, gli stessi che ho sempre usato per creare il mio lavoro più importante. Quindi, se prendi sul serio le tue foto e vuoi dare al tuo lavoro la convinzione che merita, allora non vedo l’iPhone 11 Pro come un’aggiunta davvero stimolante al futuro della tua fotografia.

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